C’è qualcosa di straniante, e insieme di affascinante, nell’idea che una storia ambientata nel 1969 possa diventare parte della nostra mattina televisiva. Non perché sia insolito vedere racconti d’epoca in tv, ma per il modo in cui questa serie entra nella quotidianità: non la sera, non il prime time, ma quel momento sospeso in cui la giornata non ha ancora preso una direzione precisa. Dal prossimo lunedì 8 giugno, su Rai 2, The Beach entra proprio lì: ogni giorno alle 8:45 dal lunedì al venerdì e il sabato alle 8:30.
Per anni abbiamo guardato alle produzioni americane, alle serie britanniche, alle dizi turche diventate fenomeni di costume. Questa volta, però, la scommessa arriva da un’altra sponda del Mediterraneo. The Beach, titolo internazionale della serie greca I Paralia (La spiaggia), è la prima produzione interamente realizzata in Grecia ad approdare nella programmazione Rai. Un debutto che segna l’arrivo del cosiddetto “greek drama” sugli schermi italiani e che porta con sé una storia capace di mescolare mistero, sentimenti, memoria e racconto storico.
Ma per capire davvero il fascino di questa serie bisogna partire dal suo protagonista più importante: Matala.
Oggi è una delle località più suggestive di Creta, meta di turisti provenienti da tutto il mondo. Alla fine degli anni Sessanta, però, era qualcosa di completamente diverso. Le sue celebri grotte affacciate sul mare libico ospitavano una comunità internazionale di giovani hippie arrivati da ogni angolo d’Europa e d’America. Cercavano libertà, spiritualità, musica e una vita lontana dalle convenzioni. Per qualche anno quel piccolo villaggio di pescatori divenne uno dei simboli più celebri della controcultura europea, un luogo quasi mitico che ancora oggi occupa un posto speciale nell’immaginario collettivo greco.
È proprio qui che prende forma la storia di Ipazia Archontaki, interpretata da Danae Michalaki, uno dei volti più amati della televisione ellenica contemporanea. Giovane dottoressa trasferitasi a Londra, torna nella sua Creta per annunciare alla famiglia il fidanzamento con Giorgio. Dovrebbe essere un ritorno sereno, quasi una celebrazione delle proprie radici. Invece si trasforma nell’inizio di qualcosa di molto più complesso. Una notte sulla spiaggia di Matala la mette in contatto con la comunità hippie che vive nelle grotte e con Harry, un uomo destinato a cambiare profondamente il corso della sua vita. Da quel momento Ipazia si ritrova sospesa tra due mondi apparentemente inconciliabili: da una parte la Creta tradizionale, con le sue famiglie, le sue regole e le sue aspettative; dall’altra un universo che predica libertà assoluta, condivisione e rifiuto delle convenzioni sociali.
È questo il cuore pulsante di The Beach. Più ancora dell’omicidio che sconvolge la comunità e dà avvio al mistero centrale della serie, ciò che rende il racconto così coinvolgente è il confronto tra due visioni della vita destinate inevitabilmente a scontrarsi.
Il delitto di una giovane donna diventa infatti soltanto il punto di partenza di una narrazione molto più ampia. Attorno all’indagine si intrecciano amori impossibili, segreti familiari, rivalità, desideri repressi e scelte che cambiano per sempre il destino dei personaggi. La serie segue decine di protagonisti, costruendo un racconto corale in cui ogni storia personale finisce per riflettersi nelle altre.
Non è un caso che in Grecia il pubblico l’abbia accolta con entusiasmo. Dopo il debutto sulla televisione pubblica ERT nel 2023, I Paralia è diventata uno dei titoli più seguiti della piattaforma Ertflix, registrando milioni di visualizzazioni e trasformandosi rapidamente in un fenomeno popolare. Parte del successo è certamente legato alla forza dell’ambientazione, ma anche alla capacità di raccontare una pagina della storia greca raramente esplorata dalla televisione.
Un altro elemento che rende la serie particolare è la sua origine letteraria. The Beach è infatti ispirata al romanzo “La ragazza con la lumaca” della scrittrice Penelope Kourtzi, autrice che ha dedicato anni di ricerca alla storia reale di Matala, raccogliendo testimonianze, documenti e racconti di chi visse davvero quella stagione irripetibile. La serie nasce quindi da una base narrativa che affonda le radici nella memoria di un luogo realmente esistito e nella storia di una comunità che ha lasciato un segno profondo nella cultura greca contemporanea.
Anche la struttura del racconto si discosta dalle serie a cui siamo abituati sulle piattaforme. Con oltre 140 episodi nella sua prima stagione, The Beach possiede il respiro delle grandi saghe popolari. Una formula che ha conquistato il pubblico greco al punto da spingere ERT a proseguire la storia con una seconda stagione ambientata nel 1975, in una Grecia ormai cambiata dagli eventi politici e sociali degli anni precedenti.
L’arrivo su Rai 2 rappresenta quindi qualcosa di più di una semplice novità di palinsesto. È il debutto italiano di una serie che ha saputo trasformare un luogo reale in un universo narrativo e che racconta una stagione storica fatta di sogni, ribellione e disillusione. Una storia che parla di libertà, ma anche delle sue conseguenze. E forse è proprio questo il suo punto più interessante: trasformare una spiaggia che sembra un paradiso in un luogo narrativo complesso, dove nulla è mai soltanto quello che appare.
Perché in The Beach il mare non è mai soltanto uno sfondo. Non promette evasione. Custodisce ciò che passa. E prima o poi, tutto ciò che sembra scomparso torna a galla. Seguici su Instagram.