Fa parte del cast secondario di Un Posto al Sole, dove interpreta il ruolo di Vincenzo Mottola, ma i telespettatori lo ricordano senz’altro anche a Made in Sud, programma di successo di Rai 2. Ci riferiamo all’attore Alessandro Bolide, attualmente in tournée in giro per l’Italia con lo spettacolo Ma che ce ne fotte 3.0.
Abbiamo avuto occasione di incontrarlo per farle qualche domanda sulla sua esperienza nella soap di Rai 3, dando uno sguardo anche a tutto il suo percorso artistico. Ecco che cosa ci ha raccontato.
Un Posto al Sole, intervista a Alessandro Bolide
Alessandro, benvenuto su Tv Soap. Negli ultimi anni il pubblico di Un Posto al Sole ti sta conoscendo nei panni di Vincenzo Mottola, tra i colleghi di Rossella (Giorgia Gianetiempo). In passato, avevi interpretato anche altri personaggi. Che emozione è stata tornare sul set di una delle soap più amate della televisione italiana?
È stata un’emozione fortissima. Vincenzo, con la sua ironia, cerca di dare un po’ di colore alle storie della soap. Tornare a Un Posto al Sole dopo tanti anni ha avuto il sapore di un ritorno a casa. Ritrovare quell’ambiente, quella professionalità e quell’affetto da parte del pubblico è stato davvero speciale. Penso, infatti, che la serie rappresenti una delle eccellenze della televisione italiana. Inoltre, racconta Napoli in modo autentico, giorno dopo giorno.
Secondo te qual è il segreto del successo di Un Posto al Sole?
Credo che il segreto sia l’autenticità. Gli attori sono straordinari e lavorano con una professionalità incredibile, riuscendo a mantenere ogni giorno un livello qualitativo molto alto. Inoltre Un Posto al Sole ha sempre avuto la capacità di raccontare la realtà e di affrontare temi sociali e familiari, oltre che d’attualità, nei quali il pubblico può riconoscersi.
C’è poi un altro aspetto importante: la serie vive insieme agli spettatori. Quando è Natale nella vita reale, è Natale anche a Palazzo Palladini; quando arriva la Pasqua o un momento importante dell’anno, lo si ritrova anche nelle storie della soap. Questo crea una familiarità unica e permette al pubblico di sentirsi parte di una grande famiglia.
Quindi è per questo che il pubblico ha un legame molto forte con la serie?
Sì, assolutamente. Ci sono persino momenti in cui gli attori rompono la cosiddetta “quarta parete” per fare gli auguri direttamente ai telespettatori. Sono dettagli che nel tempo contribuiscono a creare un rapporto speciale con chi segue la serie ogni giorno. Penso sia per questi motivi che, dopo tanti anni, Un Posto al Sole continua a essere un punto di riferimento per milioni di italiani.
Parliamo un po’ di te. Come e quando è nata la tua passione per la recitazione?
Nasce a Napoli, una città che vive di teatro e comicità, oltre che di racconti popolari. Fin da ragazzo ho avuto la tendenza a osservare le persone e a raccontarne vizi, difetti e contraddizioni, sempre utilizzando l’ironia. La comicità è sempre stata dentro di me, insomma, anche grazie a mio nonno che raccontava continuamente barzellette. Per questo, a un certo punto ho iniziato a farlo anch’io. E così sono arrivati gli studi di recitazione, il laboratorio di cabaret e il grande successo di Made in Sud.
Oggi a cosa ti stai dedicando?
In questo periodo sono impegnato con il mio spettacolo di cabaret, Ma che ce ne fotte 3.0, che sto portando nelle piazze del Sud Italia. È uno spettacolo che racconta il mondo contemporaneo attraverso l’ironia. Affronto temi che riguardano i rapporti di coppia, la politica, le guerre e i grandi cambiamenti della società. Cerco sempre di far sorridere il pubblico, ma anche di lasciare uno spunto di riflessione.
La comicità può davvero aiutare a comprendere meglio il tempo che stiamo vivendo?
Assolutamente sì. Il comico osserva la realtà da una prospettiva diversa e spesso riesce a evidenziare aspetti che sfuggono agli altri. Viviamo in un’epoca molto veloce e complessa, piena di contraddizioni. La comicità può diventare uno strumento per raccontarla e interpretarla. Credo che una battuta funzioni davvero quando, oltre alla risata, lascia qualcosa su cui riflettere.
L’abbiamo citato poco fa. Il pubblico ti identifica soprattutto con Made in Sud. Quanto ha inciso nella tua carriera?
Tantissimo. Made in Sud non è stato soltanto un programma televisivo di successo, ma una vera famiglia. Ho condiviso quell’avventura con artisti straordinari come Gigi e Ross, Fatima Trotta, Mariano Bruno, Nello Iorio e tanti altri. Ancora oggi ci ritroviamo spesso nelle piazze e nelle serate e continuiamo a condividere ricordi ed esperienze. Il fatto che il pubblico continui a dimostrare tanto affetto per quel programma è una delle soddisfazioni più belle della mia carriera.
Nel corso degli anni hai alternato teatro, televisione, cinema e radio. Quale esperienza ti ha insegnato di più?
Ognuna mi ha lasciato qualcosa. La televisione mi ha dato popolarità, il teatro il contatto diretto con il pubblico, il cinema la possibilità di esplorare personaggi diversi. La radio, invece, mi ha insegnato a comunicare usando soltanto la voce. Ho lavorato per diversi anni in questo settore e l’esperienza con Radio Ibiza è stata particolarmente significativa perché mi ha permesso di crescere molto dal punto di vista professionale.
Prima di dedicarmi ampiamente alla comicità, come ti dicevo, ho studiato recitazione e ho avuto la fortuna di lavorare in fiction, film e produzioni importanti. Ho partecipato a produzioni televisive girate a Napoli, ho lavorato con Carlo Vanzina e Raoul Bova e ho preso parte anche al film Qui rido io di Mario Martone.
Chi è Alessandro nella vita di tutti i giorni? Cosa gli piace fare quando ha un po’ di tempo libero?
Sono una persona semplice, molto legata alla famiglia, agli amici e alle proprie radici. Napoli resta il mio punto di riferimento umano e professionale. Amo osservare la gente comune perché spesso i personaggi più divertenti e autentici nascono proprio dagli incontri quotidiani e dalle storie che ascolto ogni giorno.
Guardando al futuro, c’è un sogno professionale che ancora vorresti raggiungere?
Il mio desiderio principale è continuare a conservare la creatività e la voglia di scrivere. Vorrei continuare a raccontare il mondo attraverso la comicità e sorprendere il pubblico con nuovi spettacoli. E naturalmente mi piacerebbe interpretare un ruolo importante in una grande fiction televisiva, magari un personaggio diverso da quelli che il pubblico si aspetta da me. Sarebbe una nuova sfida e un modo per mostrare altre sfumature del mio percorso artistico. (Con la collaborazione di Sante Cossentino per MassMedia Comunicazione)