Il Paradiso delle Signore 6, Valentina Bartolo a Tv Soap: “Veronica, c’è molto nella sua anima che uscirà fuori…”

Veronica / Il paradiso delle signore
Veronica / Il paradiso delle signore

Valentina Bartolo è uno dei nuovi volti de Il Paradiso delle Signore, visto che è stata scelta per prestare il volto a Veronica Zanatta, la compagna di Ezio Colombo (Massimo Poggio). Il suo personaggio è dunque la “matrigna” di Stefania (Grace Ambrose) e la madre della controversa Gemma (Gaia Bavaro).

Valentina ha affrontato con entusiasmo questo nuovo impegno quotidiano nella fiction di Rai 1: un’esperienza lavorativa intensa, di cui abbiamo parlato con lei in questa intervista per Tv Soap. Ecco che cosa ci ha raccontato.

Il Paradiso delle Signore 6: intervista a Valentina Bartolo (Veronica Zanatta)

Ciao Valentina, benvenuta su Tv Soap. Da un po’ di tempo ti stiamo vedendo al Paradiso delle Signore nel ruolo di Veronica Zanatta. Che cosa ti piace di lei?

Tante cose. Mi piace che lei sia una donna che ha molto coraggio. Stiamo parlando di una persona che ha avuto un grande trauma, perché perdere la persona che si ama e con cui si costruisce la propria famiglia è qualcosa che per me, Valentina, è così lontana e difficile da comprendere. Non a caso, cerco di trattare questa parte di Veronica con grande umiltà e rispetto. Se ci pensi, nell’affrontare questa perdita, da mamma, Veronica quasi si è annullata per tanto tempo. Ha acquisito una grandissima forza, facendone poi la sua caratteristica maggiore per tanti anni.

Come ha detto in una delle sue scene, Ezio è poi arrivato quando non credeva più che fosse possibile. Veronica ha cresciuto per tanto tempo la figlia da sola, tant’è che aveva smesso di immaginare per lei un futuro da donna innamorata. Non immaginava di meritarsi una nuova prospettiva felice. Quando questa opportunità è arrivata, Veronica l’ha colta ed è questo che mi piace di lei: ha scelto di cogliere questa seconda occasione con Ezio per se stessa. Che per me è un atto di grandissimo coraggio. Anche perché la fiction è ambientata negli anni ’60, agli albori dell’emancipazione femminile che avverrà dopo.

Quanto Veronica è in qualche modo emancipata rispetto a quella che era un’epoca in cui le donne ancora non lo erano? Ha deciso di spostarsi dalla propria città, è andata vivere con un uomo che non è il marito, ha accettato una figlia che non è sua. È anticonformista in questo senso.

A proposito di figli. Parliamo di Gemma, che fa un po’ penare Veronica, no?

Sì. Sai che riflessione ho fatto rispetto a questo? Una figlia che perde un padre vive il rapporto con la madre in un modo talmente esclusivo che questa cosa, nel tempo, le crea una sorta di difesa immunitaria dagli altri. Nella storia, Gemma ha circa vent’anni. Personalmente, mi sono immaginata questa bambina che ha perduto la sua figura paterna. È da lì che c’è stato il gap. Non è potuta crescere come una bambina che ha avuto entrambi i genitori. È cresciuta con una mamma che, probabilmente, è stata iperprotettiva con lei, che forse non è stata in grado di fornirle tutti gli strumenti per essere una ragazza forte.

Noi ipotizziamo che l’aggressività sia la seconda faccia della debolezza, della fragilità. Gemma è fragile, copre questo suo aspetto con l’aggressività. E questo è in antitesi con quello che propone Veronica, che però non ha avuto il suo trauma. Ha perso un marito da adulta, non un genitore come invece è capitato a Gemma. Non ha avuto il trauma più brutto che possa capitare ad un bambino.

È senz’altro una giusta riflessione.

Ci rifletto molto, perché abbiamo tantissimi telespettatori e non sappiamo quello che hanno vissuto. Dal mio punto di vista, noi attori ci poniamo in modo profondo rispetto a queste cose per dare ai nostri personaggi una visione più ampia della superficie che può apparire. Come dicevi, è vero che Gemma, se rimaniamo in superficie, fa penare Veronica; sotto però ci sono tutti questi strati che non possiamo fornire al pubblico, almeno al momento, ma che ci sono.

Mi è piaciuto che gli autori ci abbiano fatto entrare in punta di piedi per non rivelare subito tutto, per consentire a noi attrici ma anche ai nostri personaggi di introdursi gradualmente nella storia, in questo grandissimo intreccio che è Il Paradiso delle Signore.

E c’è un’altra incognita nella vita di Veronica, di cui lei non è ancora minimamente a conoscenza: Gloria, l’ex moglie di Ezio. 

Ovviamente non posso svelare molto su questo aspetto. Quello che senz’altro posso dire è che Veronica e Gloria sono in qualche modo lo specchio l’una dell’altra. Non tanto nel rapporto tra loro due, ma nel loro punto di fuga, che è Ezio. È interessante vedere un uomo, che ha subito una perdita amorosa importantissima, affrontare un nuovo amore. Ed è stimolante anche capire come Veronica si può rapportare a lui e al suo passato.

La forza e il coraggio di Veronica non superano però la paura della perdita. Proprio perché ha ricevuto un grande dono e sa cosa vuol dire perderlo, perché le è accaduto, la Zanatta vuole tenersi stretto Ezio. La posta in gioco è davvero alta, non vuole perdere nuovamente una felicità che non credeva di ritrovare nella vita. Questa caratteristica, in qualche modo, la contraddistingue: è sospesa tra la felicità di avere questa cosa e la paura di perderla. In tale aspetto è come una bambina, anche se è adulta. E c’è un conflitto dentro di lei. È importante considerare Veronica come una donna che, trovato Ezio, non si è seduta nella sua “bella poltrona” poiché convinta che tutto sia a posto. Ha bisogno di continue conferme. Una parte di lei è rimasta nel trauma che ha subito e che non è stato messo da parte.

E del rapporto che sta cercando di costruire con Stefania, invece, che cosa mi dici? Perché, secondo te, Veronica vuole essere così presente nella vita di questa ragazza, che in fondo non conosce? Per amore di Ezio o hai trovato qualche altra motivazione?

Beh, l’amore per Ezio è sicuramente il motore che muove Veronica. Visto che Gemma ha perduto la figura paterna, la Zanatta ha la piena consapevolezza del fatto che a Stefania è mancata la figura materna. Come donna si sente quasi in dovere di poter stare accanto a questa ragazza, che non ha avuto una mamma. Perché conosce il trauma di sua figlia che non ha avuto il papà.

Veronica paragona molto Gemma e Stefania; pensa che siano entrambe delle ragazze forti, perché hanno subito delle perdite – seppur diverse – legate ai loro genitori. Ha dunque questo senso del dovere materno nei confronti di Stefania, sia perché sente di doverlo fare per Ezio e sia perché lei ha cresciuto una figlia da sola.

Che cosa dobbiamo aspettarci da Veronica nei prossimi mesi?

Domanda difficile. Ci dobbiamo aspettare di entrare in contatto con le sfere più profonde di Veronica. Conosceremo la profondità dei suoi desideri, delle sue paure, del suo lato materno. Di quanto il suo essere madre, che ha cresciuto una figlia da sola, sia il motore che la muove. Il pubblico deve osservarla con attenzione, perché c’è molto nell’anima di Veronica che uscirà fuori!

Come ti sei trovata sul set de Il Paradiso delle Signore?

Sono stata totalmente accolta, è stato meraviglioso. Vengo principalmente dal teatro, ma ho comunque avuto altre esperienze di set. Entrare in una dimensione così corposa, con una squadra così grande di persone tra cui ci sono gli attori ma anche i registi, gli autori e i vari reparti, mi faceva un po’ di paura all’inizio. Il giorno prima di iniziare a girare ero davvero tesa. Invece, sul set mi hanno accolto con gioia, con una voglia di lavorare insieme e con una grandissima fiducia. Questa è stata la base su cui mi sono appoggiata. E ho iniziata a volare. Mi sono sentita come un uccellino che ha potuto spiegare le ali e iniziare a svolazzare dentro questa grande voliera. È stato davvero molto bello.

Hai fatto direttamente il provino per il personaggio di Veronica o ti sei confrontata anche con altri ruoli?

Ho fatto subito il provino per Veronica, inizialmente via self-tape per via del Covid. Ho mandato dunque un video-provino con diverse scelte. Ti dico la verità, quando ho letto lo script che mi hanno mandato sul personaggio di Veronica, mi sono chiesta perché mi volessero vedere. Perché io, Valentina, mi sento molto diversa da quello che, in apparenza, è il ruolo che mi è stato dato. Infatti, mi sono impegnata tantissimo per fare il self-tape. Ho cercato di lavorare su quelle che potevano essere le caratteristiche del personaggio, che sentivo in apparenza così distante dal mio modo di essere.

Quando sono stata chiamata per il callback, sono stata felicissima. A volte noi attori ci vediamo più giusti per determinate cose e meno per altre. Inizialmente, non mi vedevo idonea per Veronica. Ma, nel callback, avevo preso sicurezza di quello che avevo proposto e l’ho portato con una grandissima emozione. Sentivo di avere l’opportunità di entrare nel progetto, che però mi faceva anche paura. Daniele Carnacina, il direttore artistico che era presente al provino, è stato meraviglioso perché ha creduto in me, in quello che stavo proponendo, e mi ha dato tantissima fiducia.

E ho scoperto, lavorando, che non ero poi così diversa da Veronica; ci sono delle cose che mi accomunano tantissimo a quello che gli autori stanno scrivendo di lei.

Il Paradiso delle Signore ha anche molto seguito sui social, dove ci sono i fan che ogni giorno commentano le vicende dei personaggi. Come ti stai trovando di fronte alla percezione che il pubblico ha, in questo momento, di Veronica?

Il pubblico, secondo me, sta reagendo molto bene perché è coinvolto, e non era scontato. C’è già una grande partecipazione rispetto a Veronica, che è entrata in punta di piedi. È bello notare, da alcuni commenti, che sono vista come una grandissima rivale della felicità possibile di Stefania e Gloria. È segno del fatto che la storia di queste due donne, con le attrici straordinarie che prestano loro il volto, ha creato nel pubblico una grandissima affezione che, all’inizio, è stata in conflitto col mio arrivo.

Dal mio punto di vista questa è una cosa molto positiva, entrando nell’aspetto profondo della domanda che mi hai fatto. Se valutiamo invece quello più goliardico, è divertentissimo confrontarsi coi commenti dei social. Vedi che le persone partecipano, a volte scrivono dei personaggi come se fossero delle persone vere. Questo significa che è stato fatto un bel lavoro di scrittura per avvicinarci il più possibile alle case di chi ci guarda. Ed è fantastico. Mi ha riempito di gioia e divertimento constatarlo.

Posso anche dirti che, in privato, mi sono arrivati dei commenti più profondi, che mi hanno reso davvero felice. Giungono da persone che hanno scorto in Veronica degli aspetti che, magari, dalle scene andate in onda non sono ancora emersi. Questo mi stimola, mi gratifica e mi fa pensare che sto andando nella direzione giusta. I social li ho da pochissimo. Alcuni anni fa avevo il profilo Facebook, che poi ho cancellato perché ho un’anima non tanto social.

E come mai hai deciso di iscriverti nuovamente?

Perché mi sono felicemente resa conto del fatto che, entrando in questo tipo di progetto, era sano da parte mia mettermi a disposizione delle persone, creare un profilo per poterci essere ed esistere, per divertirci insieme, per donarmi un po’ di più.

Perché Il Paradiso delle Signore è così tanto apprezzato dai telespettatori?

Ho fatto diverse riflessioni a riguardo. Secondo me ci sono differenti fattori. Il primo, che forse è quello più superficiale, riguarda l’epoca in cui la fiction è ambientata. Siamo negli anni ’60, che sono agli albori di una serie di accadimenti che porteranno al mondo che abbiamo oggi. Quell’epoca è stata di passaggio. Abbiamo un grandissimo pubblico adulto, composto anche da famiglie, che probabilmente si riconosce in quegli anni. Poter riconoscere alcune dinamiche, le macchine d’epoca, gli abiti e le acconciature di un periodo storico che ci è appartenuto è qualcosa che, secondo me, ha creato affezione nei telespettatori.

Gli anni ’60, in fondo, hanno segnato la storia del mondo e in primis del nostro Paese. Anni che, fortunatamente, sono progrediti nell’emancipazione femminile. C’è poi un grosso lavoro nelle storie. Ci sono tanti filoni narrativi all’interno del Paradiso mai superficiali e che tengono conto davvero di quanti conflitti possono esistere all’interno di piccoli nuclei familiari, di contesti lavorativi, di differenti ceti sociali. C’è un grande lavoro autoriale a livello narrativo. C’è però anche un altro fattore predominante…

Quale?

In tal senso, mi permetto di spezzare una lancia a favore di noi attori, ma anche dei registi e del reparto artistico in generale, che è davvero vivo. In precedenza, mi capitava di guardare la fiction. Anche se, ovviamente, l’ho osservata più dettagliatamente a partire dal periodo in cui stavo facendo i provini. Mi sono accorta così di quanto sono bravi. Mi sono trovata a far parte di un cast di attori che lavorano tantissime ore al giorno e che magari sono lì da diverso tempo, che non hanno perso un minimo di gioia, di stimolo e di professionalità nel donarsi al pubblico. La gente a casa questa cosa la sente. È percettibile quando ci sono degli attori che si divertono, che anche nelle scene più drammatiche hanno la passione di lavorare, di mettersi in gioco davvero. La stessa qualità ce l’hanno i registi, con dei tempi di produzione serratissimi. Secondo me la gente a casa si emoziona perché vede che dall’altra parte tentiamo di restituire qualcosa di profondo, di creativo.

Infine, c’è il grande valore aggiunto: la continuità di ciascun personaggio. Quando fai una fiction, che ha una durata di tot giorni in tv, non hai tanto tempo per approfondire un ruolo, di affezionarti allo stesso e di capire certe cose. La continuità aiuta lo spettatore a legarsi di più. E spero di avere ancora tanto tempo per affezionarmi a Veronica.

Con la collaborazione di Sante Cossentino per MassMedia Comunicazione

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