Non è sicuramente facile calarsi nei panni di Antonietta, la moglie del cattivissimo Gennaro Gagliotti (Carlo Caracciolo) di Un Posto al Sole. Un ruolo, quello nella soap di Rai 3, al quale Rita Rusciano si sente profondamente legata, perché è molto stimolante da interpretare proprio per via della sua complessità emotiva.
Un aspetto del quale abbiamo parlato con Rita, tra soap e altri progetti, in questa intervista che ci ha concesso. Ecco cosa ci ha raccontato.
Un Posto al Sole, intervista a Rita Rusciano (Antonietta)
Salve Rita, benvenuta su Tv Soap. Cosa ti piace di più del personaggio di Antonietta in Un Posto al Sole?
Mi piace molto la sua complessità emotiva. Antonietta non è un personaggio “facile”: è attraversata da contraddizioni, fragilità, desiderio di essere vista e riconosciuta. Questo la rende profondamente umana e, come attrice, molto stimolante da interpretare.
Qual è stata la cosa più bella del lavorare sul set della soap?
Il ritmo quotidiano e il senso di squadra. Un Posto al Sole è una macchina molto ben rodata, ma allo stesso tempo c’è un clima umano, di ascolto e rispetto, che ti fa sentire parte di qualcosa di vivo.
Ti somiglia in qualcosa Antonietta? Se sì, in cosa?
Sì, nella sua sensibilità. Come lei, sento molto intensamente le emozioni e tendo a vivere le relazioni in modo profondo. Ovviamente le nostre scelte sono diverse, ma quel mondo emotivo lo riconosco.
C’è una scena che ti ha emozionata particolarmente mentre la giravi?
Sì, alcune scene più intime, in cui Antonietta si trova a fare i conti con se stessa. Sono momenti silenziosi, ma molto densi, in cui il lavoro è tutto interno.
Com’è stato incontrare e lavorare con gli altri attori del cast?
Molto positivo. C’è grande professionalità, ma anche disponibilità umana. Per me è fondamentale sentirmi al sicuro sul set, e questo è successo.
Perché, dal tuo punto di vista, Un Posto al Sole piace così tanto al pubblico?
Perché racconta la vita vera. Le persone si riconoscono nei personaggi, nei loro conflitti quotidiani, nelle fragilità. È una soap che non giudica, ma osserva.
Fai parte del cast di R3V@LUT1@N, film innovativo lanciato negli scorsi giorni a Napoli e dintorni: com’è stata l’esperienza di recitare davanti a una telecamerca sferica a 360°?
È stata un’esperienza stimolante e affascinante. Non puoi “nasconderti”: ogni gesto, ogni respiro è visibile. Ti costringe a una verità totale, quasi teatrale, ma amplificata.
Quanto è stato difficile mantenere intensità senza un partner di scena davanti, ma solo la macchina da presa?
È stata una sfida importante. Devi creare la relazione dentro di te, immaginare l’altro con precisione emotiva. È un lavoro molto interiore, quasi meditativo.
Cosa ti ha colpito di più del progetto e cosa ti ha convinto a farne parte?
Il coraggio. È un progetto che sperimenta, che rischia, che non cerca scorciatoie. Questo, per me, è sempre un sì.
Come ti sei preparata per interpretare temi così delicati in un formato immersivo?
Ho lavorato molto sull’ascolto del corpo e sulla sottrazione. In un formato così vicino allo spettatore, ogni eccesso sarebbe falso.
Cosa pensi che il pubblico proverà guardando il film in realtà virtuale?
Credo che si sentirà coinvolto in modo profondo, quasi esposto. Non è uno sguardo da lontano: sei dentro la storia, e questo cambia tutto.
Sei anche protagonista del film Succede in una notte. Puoi parlarci un po’ di questo progetto?
In Succede in una notte interpreto una donna attraversata da un momento di forte sospensione emotiva, una notte che diventa un vero punto di svolta. È un personaggio apparentemente trattenuto, ma con un mondo interiore intenso, fatto di desideri, paure e verità non dette. Quello che mi ha colpito di più è stata la sua autenticità: non cerca di piacere, non si giustifica, semplicemente vive ciò che accade. Come attrice, ho amato la possibilità di lavorare sulle sfumature, sulle sue emozioni, sugli sguardi. È un ruolo che richiede ascolto e presenza, attraverso diversi monologhi. Il premio che ho vinto di recente, come Miglior Attrice al Vesuvius Film Festival, è stato per me una conferma importante del percorso fatto con questo personaggio e della storia che abbiamo cercato di raccontare
Quando hai capito che volevi fare l’attrice?
Molto presto. Ho sempre sentito che la recitazione era il mio modo di comprendere il mondo e me stessa. Non c’è stato un solo evento, ma una sensazione costante di “sentirsi a casa”.
Hai un sogno nel cassetto legato alla tua professione?
Continuare a interpretare personaggi complessi, liberi dagli stereotipi. E lavorare in progetti che abbiano un senso, non solo una forma
Ci sono altri progetti in ballo di cui puoi parlarci?
Al momento preferisco lasciare che siano i lavori a parlare quando sarà il momento giusto. Ma sto attraversando una fase creativamente fertile.
Hobby e tempo libero: cosa ti piace fare lontana dal set?
Amo leggere, studiare, fare passeggiate in mezzo alla natura, viaggiare, prendermi cura di me. Ho bisogno di nutrire la mia parte interiore per poter poi dare qualcosa di vero in scena.
Con la collaborazione di Sante Cossentino per MassMedia Comunicazione Seguici su Instagram.