Il Paradiso delle Signore, Francesca Valtorta a Tv Soap: “Che bello essere nuovamente Valeria dopo dieci anni! È forte, emancipata e empatica perché sa cosa significa trovarsi in difficoltà”

Francesca Valtorta è Valeria Craveri a Il paradiso delle signore / Foto Ufficio Stampa
Francesca Valtorta è Valeria Craveri a Il paradiso delle signore / Foto Ufficio Stampa

È tornata a sorpresa nel cast de Il Paradiso delle Signore dopo dieci anni di assenza, grazie al personaggio che aveva interpretato quando la fiction di Rai 1 veniva trasmessa in prime time. Ci riferiamo a Francesca Valtorta, che ha dato nuovamente vita all’anticonformista Valeria Craveri, una donna forte e indipendente che, come lei stessa ci ha detto, si è fatta completamente da sola.

Abbiamo infatti avuto occasione di parlare con Francesca del suo ritorno nella serie. Ecco che cosa ci ha raccontato.

Il Paradiso delle Signore, intervista a Francesca Valtorta (Valeria Craveri)

Francesca, benvenuta su Tv Soap. Parliamo de Il Paradiso delle Signore. Come ti è stato proposto di tornare a interpretare Valeria Craveri, a dieci anni di distanza dalla sua ultima apparizione?

È stata una bellissima sorpresa, totalmente inaspettata. Circa otto anni fa si era parlato di questa eventualità con il precedente direttore Daniele Carnacina, con cui avevo già lavorato, ma non era stato possibile. Avevo già interpretato il personaggio nella versione serale, le storie stavano andando in un’altra direzione e la cosa poi era sfumata.

Dunque non si era più parlato di ciò, finché a un certo punto è arrivata una telefonata dalla mia agente: “Senti, ma saresti interessata? Mi hanno chiamato dal Paradiso”. Ed è stata una bella novità arrivata dal cielo.

Credo sia stata un’idea del produttore Pecorelli. Aveva bisogno del ritorno di una figura anticonformista e moderna, che sparigliasse le carte – in un momento probabilmente un po’ di stanca delle trame drammatiche – e portasse un po’ di novità. Quindi si sono detti: “Ma perché invece di creare un personaggio nuovo non facciamo tornare Valeria, che aveva tutte le caratteristiche di cui abbiamo bisogno?”.

E, quindi, hai accettato di tornare…

Sì, ero libera ed è stato bellissimo. Per un’attrice è bellissimo poter far rivivere un personaggio dopo dieci anni. Tra l’altro, nel caso di Valeria, abbiamo potuto giocare con i cambiamenti della moda che ci sono stati tra gli anni ’50 e ’60. Per questo, ribadisco che è stato veramente un regalo meraviglioso.

Credo che la chiamata ti abbia fatto piacere perché vuol dire che, in fondo, il tuo personaggio era rimasto impresso nella mente degli sceneggiatori…

Evidentemente sì. Non nego che questo mi abbia fatto molto piacere. Se ci pensi, in realtà, il mio personaggio aveva avuto un arco narrativo piuttosto breve, dato che era stato presente solo in alcune puntate della primissima stagione serale.

Però sì, evidentemente deve aver lasciato un segno e mi prendo in qualche modo i miei meriti di questa cosa. Sicuramente era stato scritto bene, ma evidentemente gli ho dato anche io un bel carattere, visto che dopo tanti anni è venuto in mente di riportarlo in vita.

La prima novità che hai trovato sul set è stato il cast. Dei tuoi vecchi colleghi, rispetto alla versione serale, è rimasto solo Filippo Scarafia, che interpreta Roberto.

Esattamente. Possiamo dire che io e Alessandro Tersigni ci siamo soltanto sfiorati, visto che lui era appena andato via, dopo dieci anni di Paradiso, quando sono ritornata. Tra l’altro noi avevamo appena girato una serie insieme per Canale 5, Una nuova vita, dove abbiamo avuto occasione di parlare del Paradiso prima che io sapessi del mio ritorno.

Poi è stato assurdo, perché quando mi hanno chiamato gli ho telefonato per dirgli: “Non ci posso credere, torno al Paradiso proprio adesso che te ne sei andato”. Purtroppo, non ci siamo incontrati di nuovo lì per un pelo, mentre con Filippo Scarafia è stato molto bello.

L’hai già detto tu poco fa. Valeria è una donna anticonformista per l’epoca: quali sono le caratteristiche che ti piacciono di più di questo personaggio?

Valeria è una donna molto forte e assolutamente emancipata. Gli sceneggiatori sono stati molto bravi nel costruire tutto un suo background di quello che le è successo in questi dieci anni, dandole anche una profondità a livello di storia personale che inizialmente non aveva.

Ho portato in scena una donna che, inizialmente, era supportata dalla famiglia e quindi anche tutta la sua carriera imprenditoriale era facilitata dall’appoggio dei familiari che la supportavano. Tuttavia, alla morte del padre, i fratelli l’hanno  estromessa in qualche modo, in quanto donna, relegandola a gestire il reparto di biancheria intima. Per questo, Valeria ha deciso di rilanciarlo e modernizzarlo.

Anche per avere una rivalsa sui fratelli, no?

Proprio così. Voleva avere una rivalsa nei confronti dei fratelli che la volevano relegare al ramo imprenditoriale meno prestigioso soltanto perché era donna e dunque, almeno per loro, una persona non capace.

Ed è anche per questo che penso che Valeria sia una donna molto forte e indipendente perché ha fatto, davvero, tutto da sola. Tornando a me come attrice, posso dirti che questa esperienza negativa familiare mi ha permesso di portare in scena delle sfumature in più di Valeria per renderla fragile. Aspetto che l’ha resa un personaggio vero. Perché è chiaro che ci siano delle sfaccettature in noi: per quanto possiamo essere forti, coraggiosi, ci portiamo dietro anche delle pesantezze, delle difficoltà, delle paure.

Aspetti che sono tutti emersi, grazie a te, in Valeria…

Grazie, devo dire che è stato molto bello poter portare questi aspetti in scena. In alcuni dialoghi in cui si è sfogata con Marcello, Valeria ammette la sua fatica, la sua paura nel dover fare tutto questo da sola in un mondo così difficile per le donne. D’altro canto lei è però piena di entusiasmo; è una donna che comunque non si abbatte, che non sta con le mani in mano e si rialza ogni volta che cade.

Forse è proprio per le difficoltà che ha vissuto che cerca sempre di aiutare le persone che ha attorno? Mi vengono in mente l’aiuto che ha offerto a Rosa (Nicoletta Di Bisceglie) e Marcello (Pietro Masotti) e la sua vicinanza a Caterina (Iuliana Calcatinci)…

Certo, assolutamente: è una donna che sa che cosa significa trovarsi in difficoltà e che, invece di sviluppare rabbia o aggressività verso il prossimo, ha visto crescere dentro di sé un’empatia che la rende, per quegli anni, abbastanza unica.

È molto schietta e diretta; anche come gestualità si prende molte libertà con gli uomini e con le donne. È molto fisica ed empatica: questa è sicuramente un’altra sua caratteristica che mi piace moltissimo.

Rispetto alla versione serale, il daily del Paradiso è anche molto commentato sui social. Quale percezione hai avuto dal pubblico, considerando che oggi la serie viene commentata quotidianamente?

Io non ho X, quello forse dove si commenta di più, però devo dire che su Instagram sono subito entrata in contatto con tutte le pagine che si occupano del Paradiso e ho trovato un’accoglienza meravigliosa.

Diciamo che di base come attrice sono abbastanza fortunata perché non ho mai avuto haters. Di solito i miei personaggi piacciono sempre molto, arrivano in qualche modo al pubblico. Però non era scontato; Valeria si sarebbe messa un po’ in mezzo alla coppia formata da Rosa e Marcello, motivo per cui il pubblico affezionato a loro avrebbe potuto non vedere positivamente il suo ingresso.

Invece devo dire che, nonostante tutto, Valeria è riuscita a conquistarsi la simpatia del pubblico. Mi hanno accolta sia sui social e sia sul set veramente come se fossi una di famiglia, come se rientrassi in una vecchia famiglia di cui avevo fatto parte.

È la tua prima esperienza in una una produzione quotidiana: com’è stato confrontarti con questi ritmi, sicuramente più veloci rispetto ad un film o ad una fiction?

Sono sicuramente più veloci, però ti posso dire che questa cosa, almeno per il momento, non mi ha creato difficoltà perché c’è un clima bello e rilassato e la complicità con le persone e con i colleghi di lavoro è molto bella.

Si provano le scene prima, anche nelle pause: oltre ad esserci molta libertà, c’è un grande dialogo con i registi, ci si viene sempre incontro. Non c’è quella tensione del “buona la prima” che ti fa stare in ansia perché, se non va bene, si può rifare.

Istintivamente come attrice sono più da “buona la prima” che buona la decima. Non è sempre detto che una scena facendola diecimila volte venga meglio. Ci sono attori più istintivi e altri più analitici che hanno bisogno di tante prove per carburare, io invece sono abbastanza istintiva.

I set dove si sta ore per fare una scena e devi ripetere la stessa battuta un milione di volte, con gli stessi movimenti, sono quasi esasperanti per me. Invece la velocità del Paradiso si inserisce all’interno di un ritmo per cui, una volta che lo prendi, diventa una danza. È faticoso, perché bisogna prepararsi con la memoria molto bene, però una volta che inizi è divertente.

Dal tuo punto di vista, perché Il Paradiso delle Signore piace così tanto?

Perché sicuramente affascina molto il costume. C’è poi curiosità nel vedere come erano più lenti i rapporti e la vita negli anni ’50 e ’60, considerando che in questo momento i social prevalgono e le relazioni umane sono un po’ sminuite velocemente. .

È bello poter vedere quegli imbarazzi nelle storie d’amore e quel rispetto che c’era nei rapporti sentimentali. Dal mio punto di vista, c’è un po’ voglia di ritrovare quell’atmosfera lì, quella lentezza lì, quei modi di comportarsi di una volta. Tutti aspetti che rappresentano una delle chiavi principali del successo del Paradiso.

Poi, sicuramente, gli sceneggiatori sono bravi nel creare intrecci. Io mi sono subito appassionata a tutte le storie, perché trovi un po’ di tutto: dalla storia d’amore all’intrigo. Ognuno può trovare la storia d’amore che gli piace, la storia a cui affezionarsi.

Parliamo un po’ di te, Francesca. Ti stai dedicando a qualche altro progetto in questo periodo?

Sono stata in tournée con lo spettacolo Uno, nessuno e Centomila fino ad adesso, che spero e credo riprenderemo l’anno prossimo. Prima dell’inizio delle riprese, mi godo un po’ di vacanza, perché sono in partenza, visto che farò il Cammino di Santiago.

Inoltre, mi farò un viaggetto con mia mamma: ce ne andiamo in Andalusia e in Marocco. Ho messo questi due viaggi ora proprio perché avevo questo mese di pausa. Perché poi, da quello che so, le riprese del Paradiso durano anche per tutto il periodo estivo, tranne due settimane di stop.

È difficile organizzare delle vacanze vere e proprie, quindi mi sono presa questo mese prima delle riprese per farmi dei viaggetti e poi si ricomincia ai primi di giugno.

Dalla tua risposta, deduco che Valeria ci sarà anche nella prossima stagione…

Ci sarà, ma non so ancora che cosa farà Valeria. Anche per me è tutta una sorpresa, ma sicuramente ci sarà. So che stanno ancora scrivendo, per questo ancora non si sono sbilanciati e non ci hanno detto nulla, né tanto meno dato alcuna anticipazione.

Nella tua carriera hai interpretato tantissimi personaggi. È impossibile menzionarli tutti. Tuttavia, posso chiederti qual è quello che ti è rimasto più nel cuore? E quale pensi sia stato, invece, meno capito dal pubblico?

Forse il personaggio che mi è entrato più nel cuore è Silvia Corradi di Sacrificio d’Amore, perché proprio su quel set c’è stato un mix di cose. Intanto ero protagonista, quindi in qualche modo veramente per me è stata un’immersione totale nella storia.

Per praticamente sei mesi ho girato tutto il giorno e tutti i giorni, quindi davvero a un certo punto avevo una doppia personalità e non sapevo più se fossi Francesca o Silvia. In più si è creato un rapporto veramente magico con i miei colleghi: abbiamo ancora un gruppo WhatsApp e ci sentiamo regolarmente, perché veramente si è creata una magia su quel set!

A quel personaggio sono veramente affezionata, è stato il mio lavoro più bello e paradossalmente quello che poi ha avuto meno fortuna. Quindi in realtà ti do la stessa risposta anche all’altra domanda, perché la serie non è andata benissimo, non è andata come speravamo.

A differenza di Squadra Antimafia, che invece ha avuto un successo pazzesco (ancora mi fermano per strada per chiedermi di Rachele Ragno!), Sacrificio d’Amore, per una serie di motivazioni che non si sa bene quali siano, non è andata benissimo, per cui poi la serie è stata interrotta, cosa che noi invece non ci aspettavamo.

Per noi è stato un lutto: eravamo sicuri che avremmo continuato questa saga. Poi ci sono degli affezionati che ancora mi chiedono se ci sarà un’altra serie, però diciamo che è una delle serie che ha avuto meno successo e paradossalmente quella a cui io sono più affezionata.

Hai citato Rachele Ragno, un altro personaggio che ti ha dato tanto, ma che a differenza di Silvia Corradi era cattivissima…

Sono affezionatissima anche a Rachele perché mi sono divertita da morire. È stato il mio primo ruolo importante, è stato stupendo poter interpretare un personaggio così diverso da me. All’inizio ero terrorizzata, ho detto: “Questi sono pazzi, ma come posso fare una come Rachele Ragno? ”.

Ad oggi, ti dico invece che  stato bellissimo perché questi ruoli ti fanno tirare fuori delle parti del tuo carattere che non sapevi nemmeno di avere. Fai quasi un lavoro catartico, quasi psicologico, interpretandoli. Scopri anche delle parti di te che non pensavi di avere o che tenevi represse. Quindi è stato bellissimo poter essere Rachele in Squadra Antimafia e devo tantissimo a quel personaggio. Seguici su Instagram.

Con la collaborazione di Sante Cossentino per MassMedia Comunicazione