È uno dei volti storici di Un Posto al Sole, presente con il suo Renato Poggi fin dagli esordi. Ci riferiamo a Marzio Honorato, che è davvero fiero di far parte della soap di Rai 3. Produzione che quest’anno vedrà, in veste di guest star, anche la partecipazione dell’attrice americana Whoopi Goldberg.
Aspetto su cui ci siamo soffermati in questa intervista; ecco dunque che cosa ci ha raccontato.
Un Posto al Sole, intervista a Marzio Honorato (Renato Poggi)
Salve, signor Honorato, bentornato su Tv Soap. Partiamo da Un Posto al Sole. Che significato ha per lei far parte del progetto, che quest’anno festeggia trent’anni?
È una bellissima storia, davvero. Un Posto al Sole per me è il lavoro fondamentale, quello che mi accompagna durante tutto l’anno. È una realtà che continua a crescere, a rinnovarsi, e che riesce ancora a parlare al pubblico con grande forza.
Dopo tanti anni, il legame con la soap resta dunque centrale nella sua carriera?
Assolutamente sì. È un impegno costante, ma anche una grande sicurezza professionale. Mi tiene occupato tutto l’anno ed è una parte importantissima del mio percorso.
La sorpresa per il trentennale della soap è l’ingaggio di Whoopi Goldberg. Cosa ne pensa di questa novità?
È stato un grande onore e un grande piacere averla con noi sul set. È rimasta due settimane ed è una grandissima professionista. Abbiamo avuto modo di scambiare poche parole, perché era molto concentrata sul lavoro, ma mi è sembrata davvero una grande persona, oltre che una grande donna.
Parliamo di R3V@LUT1@N, uno degli ultimi film che ha girato, dove ci sono anche volti di Un Posto al Sole.
Sì, nel cast ci sono Rita Rusciano e Annalisa Pennino, che il pubblico conosce bene. Sono attrici che lavorano tanto e molto bene, anche nella soap. È sempre bello ritrovarsi e condividere esperienze anche al di fuori di Un Posto al Sole.
R3V@LUT1@N viene definito un film completamente innovativo. In che senso?
In tutti i sensi. Prima di tutto non si guarda su uno schermo tradizionale, ma attraverso visori che permettono una visione a 180 gradi. Lo spettatore, girando lentamente la testa, può vedere tutta la scenografia intorno agli attori. È una visione completamente diversa da quella cinematografica classica.
In questo modo lo spettatore diventa protagonista?
Esatto. Gli attori non si rivolgono tra loro, ma direttamente allo spettatore. È come se tu fossi dentro il film. C’è una scena, per esempio, in cui un colpo di pistola viene sparato frontalmente: l’effetto è fortissimo. È un cinema immersivo, totale.
Oltre alla tecnologia, il film affronta anche un tema molto forte.
Sì, R3V@LUT1@N affronta il tema del femminicidio, un argomento purtroppo molto attuale. È un film che dura 42 minuti ma ha una storia vera, intensa. Non è solo un esercizio di stile. Il finale è aperto e potrebbe esserci un seguito, dipenderà da come il pubblico accoglierà questa iniziativa.
Lei è anche tra i produttori del film.
Sì, siamo tre produzioni. Ognuno ha messo il proprio contributo, il proprio lavoro. Io ho messo la mia esperienza e, nel film, mi sono anche divertito a interpretare una piccola parte, quella dell’avvocato.
Alla regia c’è Corrado Ardone, con cui collabora da tempo.
Abbiamo già lavorato insieme in Sodoma – l’altra faccia di Gomorra e in Tempi Supplementari, un film che ha avuto molte visualizzazioni su Amazon Prime. Con Corrado c’è un bel rapporto professionale e stiamo già preparando un altro progetto, anche se per ora è presto per parlarne.
Dove è possibile vedere attualmente R3V@LUT1@N?
Al momento è visibile solo a Napoli, al cinema The Space. È una scelta iniziale. Napoli è una città pioniera: qui è nata la prima ferrovia, qui si è anticipato il cinema. Anche stavolta Napoli fa un passo avanti.
È un film che può viaggiare anche fuori dai cinema tradizionali?
Certo, perché basta uno spazio e dei visori. Non è necessario un cinema tradizionale. Si possono mettere cinquanta sedie in qualsiasi luogo e il film può essere visto. È una nuova idea di fruizione.
Con la collaborazione di Sante Cossentino per MassMedia Comunicazione Seguici su Instagram.