Un posto al sole: Tv Soap intervista COSIMO ALBERTI (Salvatore Cerruti)

COSIMO ALBERTI è Cerruti a Un posto al sole
COSIMO ALBERTI è Cerruti a Un posto al sole

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Prossimamente a Un posto al sole sarà dato più spazio alle vicende dei vigili urbani, compreso un “allargamento” della famiglia di Salvatore Cerruti. Ne abbiamo approfittato per fare due chiacchiere con l’attore Cosimo Alberti, che da più di due anni presta il volto al simpatico vigile.

Cosimo sei contento della presenza di Cerruti sempre più fitta al comando dei vigili?

Contento? Sono strafelice! Non pensavo che il mio personaggio col tempo sarebbe cresciuto in questo modo, anche se lo speravo con tutto il cuore! Ho sempre desiderato un ruolo in questa bella soap opera tutta napoletana e non finirò mai di ringraziare tutti coloro che hanno creduto e continuano a credere in me! Mi hanno dato un’occasione ed io da parte mia darò sempre il meglio per non deludere le aspettative.

Da quanto tempo la interpreti?

La prima volta che sono andato in onda è stato il 5 gennaio 2015, il giorno prima della Befana: consigliavo a Guido di far indossare a Mariella proprio il vestito della vecchietta delle calze. Il vigile Salvatore Cerruti ha fatto ingresso nella soap con una certa verve comica (che tuttora lo contraddistingue).

Cosa pensi della svolta gay del personaggio? 

Il carattere un po’ pazzerello del vigilotto Cerry, ad un certo punto, viene messo alla prova quando viene travolto dall’uragano Mariella Altieri che tenta di sedurlo per far ingelosire Guido. A questo punto è costretto a svelare il suo più intimo segreto: la propria omosessualità. Un dramma interiore di un uomo maturo, per giunta con la divisa, che lo divora da tempo e che trova il suo punto culminante nella confessione che fa al suo comandante Guido Del Bue. Quando mi arrivarono i copioni e lessi della svolta sull’identità sessuale del personaggio, non potevo credere ai miei occhi. Nelle puntate precedenti tutto lasciava presagire ad una probabile love story tra “Cerry” e Mariella e invece gli autori, con un colpo di scena geniale, hanno reso la trama più intrigante, interessante ed indispensabile dal punto di vista sociale. In una nazione come l’Italia, che si trova in pieno clima di unioni civili, un aspetto del genere non poteva di certo essere trascurato dagli autori, sempre attenti e sensibili alle tematiche del Paese. Dal canto mio sono contento di poter interpretare un personaggio gay che, con le sue vicissitudini di uomo qualsiasi (come un tipico vicino della porta accanto), possa far riflettere qualcuno con una mentalità un po’ chiusa. Aggiungo ch,e se riuscissi a far cambiare idea anche ad un solo omofobo, potrei ritenermi già vittorioso.

Si incomincia a parlare della sua famiglia: ti diverte scoprire qualcosa in più sul personaggio?

Assolutamente si!!! Ricollegandomi al discorso precedente, Salvatore Cerruti è un uomo normale con parenti e problematiche simili a tutti gli altri uomini, a prescindere dalle sue inclinazioni. Ed è questa la forza del mio personaggio su cui punto la mia interpretazione: la normalità!

Come ti trovi con Germano Bellavia (Guido), Antonella Prisco (Mariella) e Lucio Allocca (Otello)? 

Tutti e tre, sin dalla mia prima apparizione sul set, mi hanno fatto sentire subito a mio agio. Germano arriva negli studi sempre sorridente e allegro, scherza con tutti e mette di buon umore. È stato con me dal primo giorno disponibile e forse, in alcuni momenti, notando in me un po’ di tensione mi rassicurava con un sorriso e un occhiolino. Adesso, dopo alcuni anni che lavoriamo insieme e la sicurezza che ho acquisito, spesso mi fa anche degli scherzi innocenti mentre recitiamo.

Lucio è una fonte inesauribile di aneddoti sul teatro e il cinema. Un signore garbatissimo sempre attento al suo lavoro e rispettoso di tutti. Il mio rispetto verso la sua persona a volte può sembrare eccessivo e mi impedisce di essere più espansivo di quanto vorrei.

Con Antonella c’è stato subito un feeling insperato, il suo stile di recitazione è molto simile al mio. Ha un sorriso che ti aggiusta la giornata se è incominciata storta e due occhi dolci che ti rassicurano, e che me l’hanno resa simpatica dal primo momento che l’ho conosciuta.

Insomma tutti e tre sono dei veri professionisti ed io posso solo ritenermi fortunato di poter lavorare al loro fianco.

In generale come ti trovi sul set di Un posto al sole?

Molto bene, sono tutti organizzatissimi e affiatati tra loro. Ognuno ha il proprio ruolo e ognuno svolge la propria mansione con professionalità e rispetto, conservando quella speciale identità partenopea che rende la giornata lavorativa armoniosa e solare. Forse i primi tempi la mia timidezza (ebbene sì, sarà difficile crederlo ma sono timido) mi avrà fatto apparire come uno distaccato, che preferisce rimanere sulle sue; ora invece, set dopo set, la disponibilità di tutti mi ha fatto sciogliere e posso dire di sentirmi finalmente parte di questa grande e bella famiglia.

Parlaci di te: come nasci artisticamente?

Ho cominciato a recitare da bambino. Ero piccolissimo. Il parroco del mio quartiere metteva in scena ogni anno tante piccole recite ispirate al Nuovo Testamento. Negli anni mi sono ritrovato a fare il pastorello, uno dei discepoli, San Giuseppe. Da adolescente avevo una spiccata predisposizione per animare le feste con balli e barzellette. Durante una di queste feste un’amica mi invitò a partecipare ad un laboratorio teatrale che sarebbe iniziato il giorno dopo. Ci andai e il treno della mia vita entrò in un binario da cui non uscì più.

Dopo quel laboratorio completai la mia formazione al teatro Totò dove mi notò il compianto Rino Marcelli, che mi ingaggiò nella sua compagnia dandomi l’onore e il piacere di lavorare con Isa Danieli, Mario Merola, Luisa Amatucci (la famosa Silvia di Upas). Io e Luisa eravamo ragazzi, lei era già bravissima e mai avrei immaginato di rincontrarla tanti anni dopo con gioia sul set della soap più longeva d’Italia. Ho fatto molto teatro, un po’ di cinema e anche televisione lavorando a braccetto con Gloriana e Pino Moris a Canale 21 per dieci anni, conducendo un programma sulla storia della canzone italiana.

Quali progetti ti vedono impegnato a parte Upas?

Attualmente dirigo la compagnia “A tambur battente” (composta da attori, musicisti, cantanti e danzatori) mettendo in scena testi sia del teatro classico napoletano e sia scritti di mio pugno, ispirati dalle tradizioni popolari della mia terra.

Un sogno professionale da realizzare? 

Facile rispondere: continuare con successo la mia avventura a Un posto al sole!!!

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