Tempesta d’amore: Tv Soap intervista DIETRICH ADAM (Friedrich Stahl)

Friedrich, Tempesta d'amore © ddp
Friedrich Stahl, Tempesta d'amore © ddp

Dopo essere stato una presenza fissa di Tempesta d’amore per quasi mille puntate, poco tempo fa negli episodi italiani della soap Friedrich Stahl è uscito tragicamente di scena provocando una vera e propria rivoluzione negli equilibri di potere del Fürstenhof. Per congedarci da questo personaggio che ha fatto la storia di Sturm der Liebe, abbiamo pensato di rivelarvi cosa ci ha raccontato il suo interprete Dietrich Adam. Ecco la nostra intervista!


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Lei è noto per aver sempre interpretato personaggi molto complessi e indubbiamente il suo ruolo a Tempesta rientra in questa categoria. Come descriverebbe il “suo” Friedrich?

Friedrich è stato un uomo molto determinato: quando aveva un obiettivo, ha fatto di tutto per raggiungerlo. Ha cercato anche di essere coerente con se stesso, anche se non sempre c’è riuscito. A prima vista poteva sembrare duro e persino insensibile, ma in realtà era mosso dalle proprie emozioni anche se non amava mostrarle all’esterno. Friedrich non era impassibile quando c’erano in ballo dei sentimenti e in particolare il suo amore per Charlotte ha rappresentato fin dall’inizio una grande forza per lui, anche se poi l’ha portato in una situazione complicata.

Nel corso degli anni Friedrich si è reso protagonista di azioni non sempre encomiabili: definirebbe il suo personaggio come “cattivo”?

Io ovviamente no! (ride) In realtà bisognerebbe chiedersi cosa significa davvero “cattivo”. Friedrich è stato un uomo che ha commesso degli errori, che ha saputo essere ingiusto e piuttosto scortese, ma le sue intenzioni non erano cattive. Lui voleva fare del bene… peccato che non sempre ci sia riuscito!

Nel corso della sua carriera le è capitato spesso di vestire i panni personaggi negativi?

Sono stato spesso chiamato a interpretare dei personaggi negativi, perché ho sempre cercato dei ruoli che mi permettessero di esplorare il lato un po’ più nero dell’anima: lo trovo molto più interessante rispetto a interpretare qualcuno di simpatico e gentile.

Trova i ruoli negativi più difficili da interpretare di quelli positivi?

Come ho detto, trovo i ruoli negativi decisamente più interessanti, ma non per questo è più semplice interpretarli. Sicuramente mi permettono di mostrare più sfaccettature rispetto ai personaggi interamente “buoni”.

Quanto c’è di Dietrich in Friedrich e viceversa?

Forse bisognerebbe chiederlo a qualcun altro! (ride) Come attore devo capire fino in fondo un personaggio per poterlo interpretare e di conseguenza ho studiato a lungo Friedrich. Posso dire di capire molte delle ragioni che lo hanno spinto a commettere azioni più o meno riprovevoli, anche se ovviamente mi sarei comportato diversamente da lui.

Friedrich è rimasto a Tempesta d’amore parecchi anni: ritiene che il suo personaggio sia molto cambiato nel corso del tempo? Come descriverebbe la sua evoluzione?

Senza dubbio Friedrich è uno dei personaggi che ha avuto lo sviluppo più interessante all’interno della soap: pur continuando a non essere perfetto, ha saputo imparare dai propri errori! Bisogna tener presente che al Fürstenhof si è trovato ad affrontare una situazione totalmente nuova per lui: si è reso conto che le strategie da lui sempre usate in passato con successo non lo avrebbero portato da nessuna parte ed ha dovuto confrontarsi con i propri limiti.

Mentre interpretava Friedrich quanto sapeva delle future evoluzioni del personaggio? Conosceva i piani della sceneggiatura?

Solo a breve termine. In realtà ero io stesso curiosissimo di scoprire che strada avrebbe preso Friedrich. Ci sono stati momenti in cui si era messo in guai così grossi che pensavo non ne sarebbe mai uscito, ma gli autori hanno sempre saputo sorprendermi dimostrando di avere una grande fantasia! (ride)

Se avesse avuto la possibilità di decidere lei stessa una trama, quale storia avrebbe scritto per Friedrich?

Avrei voluto vederlo in una situazione totalmente diversa in cui emergesse non come uomo d’affari, capofamiglia o superiore dei dipendenti del Fürstenhof: avrei voluto vederlo in una situazione in cui non potesse usare le proprie doti di leadership e dovesse invece tirare fuori il suo lato più dolce e sensibile, magari ritrovandosi anche impotente e bisognoso d’aiuto. In alcune scene sono stato accontentato…

Friedrich rivuole Charlotte - Tempesta d'amore © ARD/Christof Arnold
Friedrich e Charlotte, Tempesta d’amore © ARD/Christof Arnold

Friedrich ha avuto molte donne, ma il suo unico vero grande amore è sempre stata Charlotte, una donna profondamente diversa da lui: crede che gli opposti si attraggano nella vita reale?

Sì, assolutamente: è più che normale sentirsi attratti da qualcuno che è molto diverso. Non è tanto questione di opposti, ma di complementarità: un po’ come nei colori, bisogna mettere insieme dei colori complementari per ottenere la pienezza. Quando si è troppo simili, invece, alla lunga non può funzionare.

Anche Charlotte ha avuto molte storie dopo la fine del suo matrimonio con Werner, ma solo Friedrich è riuscito a sposarla: come descriverebbe il loro rapporto?

Charlotte è stata il grande amore di gioventù di Friedrich: si sono conosciuti giovanissimi, ma non sono mai diventati una coppia. Dopo più di trent’anni Friedrich si è improvvisamente trovato con una nuova chance e ha visto la possibilità di realizzare il sogno di una vita.

Raccontato così sembrerebbe un amore da fiaba, ma il loro rapporto non è stato esattamente rose e fiori…

Il problema tra Friedrich e Charlotte era che, nonostante fossero passati 35 anni, l’attrazione era ancora viva ma nel frattempo avevano avuto un’evoluzione personale che li aveva portati a diventare delle persone molto diverse da quelle che conoscevano. Di conseguenza, tra Friedrich e Charlotte c’era un grande amore, un grande sentimento, ma anche un forte senso di estraneità.

Com’è stato lavorare con Mona Seefried?

Mona non è solo una collega fantastica ma anche una bella persona con cui si può parlare e discutere di tutto. Non abbiamo mai avuto scontri se non “scontri positivi” che ci hanno portati a trovare degli accordi. Non potevo sperare in una migliore collega per interpretare il mio “grande amore”… Mi raccomando, lo scriva! (ride)

Werner e Friedrich, Tempesta d'amore © ARD Christof Arnold
Werner e Friedrich, Tempesta d’amore © ARD/Christof Arnold

Fin dal suo arrivo Friedrich ha intrapreso una vera e propria guerra contro Werner (Dirk Galuba), prima suo rivale in amore e poi nemico per il controllo del Fürstenhof: come descriverebbe il loro rapporto?

Indubbiamente Werner è stato il grande rivale di Friedrich. Per Friedrich, entrare tra i proprietari del Fürstenhof è stato relativamente semplice: l’hotel era in crisi e lui aveva i soldi. Werner non ha potuto farci nulla.

Per quanto riguarda la rivalità per Charlotte, invece, la situazione era decisamente più complicata: dopo tanti anni insieme, lei continuava a sentirsi legata a Werner, anche quando stava insieme a Friedrich. E Friedrich ha più volte provato a metterla di fronte all’ultimatum: o lui o me. Questa situazione, però, non si è mai davvero risolta ed è stata un enorme problema per Friedrich.

Com’è stato lavorare insieme a Dirk Galuba?

Diciamo che trovo sempre stimolante quando il conflitto scritto nelle scene entra anche sul set. Quando sono arrivato a Tempesta d’amore, Dirk si è trovato a dover convivere con un nuovo attore in un ruolo simile al suo, che prima gli ruba l’hotel e poi la donna. E ovviamente in una situazione simile uno si trova a pensare: “E adesso cosa succede?”. Questa rivalità ha in parte influenzato anche il nostro rapporto privato, ma credo che sia qualcosa di positivo. Come dico sempre: “È sempre meglio rivaleggiare per due sedie che essere da soli su una poltrona” (ride). Penso che, dopotutto, lui direbbe la stessa cosa… (conclude con un sorriso)

Cosa ritiene che sia più importante per Friedrich: l’amore o il potere?

Ovviamente entrambi! (ride) Era proprio questo il suo vero conflitto: non riusciva a separarli. Quando è arrivato al Fürstenhof, Friedrich era sempre preoccupato di non commettere errori: non voleva perdere la sua azienda, né l’hotel anche per apparire in un certo modo agli occhi di Charlotte. Infatti era convinto che un fallimento professionale sminuisse la considerazione che gli altri avevano di lui. Al contempo, credeva anche che l’amore da solo non potesse funzionare: anche l’amore più grande sarebbe andato distrutto se lui non fosse stato appagato professionalmente.

Friedrich, Werner e Leonard, Tempesta d'amore © ARD Ann Paur
Friedrich, Werner e Leonard, Tempesta d’amore © ARD/Ann Paur

Nel corso degli anni abbiamo conosciuto parecchi figli di Friedrich: Leonard, Niklas, David, Sophie, Luisa… Nella vita reale ha anche lei dei figli?

No, sono diventato padre solo nella soap! (ride)

In occasione del funerale di Friedrich al Fürstenhof è tornato Leonard: come descriverebbe il loro rapporto anche rispetto a quello di Friedrich con i suoi altri figli?

Leonard è sempre stato il figlio prediletto di Friedrich, che ha visto in lui la proiezione di se stesso: voleva che Leonard seguisse le sue tracce e raggiungesse gli stessi obiettivi. Insomma, voleva che Leonard diventasse uguale a lui.

Poco dopo il suo ingresso in scena, Friedrich ha invece scoperto che il parroco del paese – Martin – era suo figlio naturale… e questo sì che è stato uno shock! Con Martin, Friedrich si è infatti subito reso conto di avere di fronte una persona molto diversa, anche perché non l’ha visto crescere e quindi non ha potuto influenzarne l’educazione. E, quando l’ha conosciuto, Martin era ormai adulto e quindi Friedrich non poteva più fare niente per cambiare le cose. Inizialmente Friedrich non ha per nulla accettato questa situazione, infatti il suo avvicinamento al figlio è stato molto lento. In quanto figlio di Friedrich, però, Martin ha preso alcune cose dal padre… proprio i lati che Friedrich non voleva mostrare di sé! Per Friedrich questa era una minaccia: guardare Martin era per lui come avere di fronte uno specchio che continuava a mostrargli cose che non avrebbe voluto vedere e da cui non sapeva come difendersi.

Come ricorda le scene girate con Christian Feist, l’interprete di Leonard?

Con Christian ho instaurato un rapporto più da fratelli che da padre e figlio. Adoravo ogni scena girata con lui e con Liza Tzschirner (Pauline).

Parliamo ora un po’ di lei. Nel corso della sua carriera, ha preso parte a moltissime serie televisive: ce n’è una in particolare che le è rimasta nel cuore?

Ovviamente Tempesta d’amore! (ride) Scherzi a parte, questa è stata l’esperienza più lunga della mia carriera, che mi ha permesso di scoprire e sviluppare il mio personaggio per anni.

A quando risale la sua decisione di diventare attore?

A sedici/diciassette anni, quando stavo finendo la scuola superiore. Era l’unica alternativa che vedevo per il mio futuro: non so cosa avrei fatto se non fossi riuscito a terminare la scuola di recitazione. Non so fare nient’altro! (ride)

Cosa consiglierebbe ai giovani che sognano di diventare attori?

Se vogliono davvero recitare, devono seguire il loro sogno fino in fondo. E prima di tutto devono iscriversi ad una scuola di recitazione seria: lì capiranno se il loro è solo un grillo per la testa oppure se desiderano davvero fare l’attore come professione.

Lei ha alle spalle un’impressionante carriera sia nel mondo della televisione che del teatro: che differenze ha riscontrato tra il lavoro sul palcoscenico e quello davanti alla cinepresa?

In base alla mia esperienza, la differenza principale è che in teatro gira tutto intorno all’attore: l’interprete è il punto centrale dello spettacolo. Il teatro è ricerca, introspezione, prove, sviluppo del personaggio.

Al contrario, nei film o nelle serie tv l’attore è solo un pezzo di un’enorme macchina. Questo non significa che un attore possa essere sostituito facilmente, ma è comunque solo una piccola rotella di un meccanismo. Invece a teatro fin dal primo minuto gira tutto intorno all’attore: ci si siede ad un tavolo e si parla di chi è il personaggio, come interpretarlo, come mostrarne il carattere.

Anche a livello tecnico ci sono delle differenze notevoli. Quando sono di fronte ad una telecamera devo recitare nel modo più naturale e credibile possibile. In teatro invece c’è un grande lavoro sull’intensità. Più un ruolo è complicato più bisogna caricare e si può recitare in modo un po’ più “artificiale”.

Ha recitato anche in film?

Si, ho fatto parecchie esperienze ma mai come protagonista.

Se dovesse stilare un bilancio, cosa metterebbe in cima alle sue preferenze: cinema, televisione o teatro?

Tutto! (ride)

Friedrich - Tempesta d'amore © ARD Christof Arnold
Friedrich – Tempesta d’amore © ARD/Christof Arnold

Prima di arrivare a Tempesta d’amore aveva già lavorato con alcuni degli attori che ha trovato sul set?

Solo con uno: Sasha Kekez, che interpretava Goran ai tempi del mio ingresso in scena. Con lui avevo già avuto modo di lavorare a teatro a Colonia.

C’è un collega in particolare con cui ha amato in assoluto di più girare?

A livello di soddisfazione professionale sicuramente con Mona (Charlotte). Ma mi diverto tantissimo a recitare con i giovani. In particolare, i primi tempi avevo stretto un ottimo rapporto con Christian Feist e Liza Tzschirner (Leonard e Pauline). Devo ammettere che, nonostante la mia età, mi trovo molto più vicino alla mentalità dei giovani… (conclude ridendo)

In generale cosa ha amato particolarmente del suo lavoro a Tempesta d’amore? C’è qualcosa che non si aspettava e l’ha sorpresa in positivo o in negativo?

Sicuramente ho amato il mio ruolo: Friedrich è stato un personaggio affascinante, scritto divinamente. Questo ruolo ha avuto così tante sfaccettature che per un attore è davvero stimolante interpretarlo: in una scena era dolce e amorevole, mentre in quella dopo diventava il capo burbero che riprende i dipendenti. Trovarsi in un’ora a interpretare scene così diverse è fantastico. Senza contare che ho avuto modo di lavorare e confrontarmi con colleghi molto diversi tra loro. Inoltre quello che mi piace è che in questa telenovela non c’è il classico romanticismo sdolcinato: è una TEMPESTA d’amore!

Com’è recitare in una soap opera? Ha trovato la routine quotidiana molto faticosa?

È estremamente faticoso e ammetto di averlo molto sottovalutato prima di iniziare a lavorare a Tempesta d’amore. Dovevo girare cinque giorni alla settimana, nei momenti liberi dovevo sempre studiare e memorizzare i testi… insomma, arrivavo a casa morto! Senza contare che sono originario di Berlino, quindi dovevo prendere un aereo per vedere amici e parenti ed il tempo era davvero poco. Ho cercato comunque di tornare a Berlino almeno un paio di volte al mese.

Come si è trovato a Monaco di Baviera?

Molto bene, ma conoscevo già la città perché ci avevo lavorato in passato. Mi trovo decisamente a casa qui!

C’è una scena che preferisce in assoluto tra quelle da lei girate a Tempesta?

Ne ho girate così tante che è difficile sceglierne una.

Ha per caso una scenografia preferita?

Devo dire che amo tutte le scene in esterna davanti al castello del Fürstenhof, molto più rispetto a quelle sui set.

Però in inverno non deve essere molto piacevole girare in esterna…

In realtà non soffro particolarmente il freddo… Ok, lo cancelli o in futuro mi rifileranno solo scene sulla neve!!!!! (ride)

Molti attori sono alla costante ricerca della notorietà, mentre altri ritengono un’eccessiva popolarità una condanna: lei che opinione ha al riguardo? Ritiene che la fama sia qualcosa di positivo o negativo?

Mi fa molto piacere quando le persone mi fermano per strada, perché è una forma di riconoscimento per il mio lavoro. Ovviamente ci sono dei limiti entro cui i fan dovrebbero rimanere, altrimenti non è più piacevole…

Per finire, ha già dei piani futuri per la sua carriera?

Sono rimasto a lungo a Tempesta d’amore perché amavo il mio personaggio e mi sentivo stimolato. In generale nella mia vita ho sempre cercato di non programmare troppo: mi lascerò sorprendere dal futuro!

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