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UN POSTO AL SOLE non sarà più come prima, ecco come cambierà

Un posto al sole, sigla
Un posto al sole, sigla

Ne abbiamo parlato più volte: con la puntata di venerdì 3 aprile si sono esauriti per il momento gli episodi inediti di Un posto al sole e, in attesa di un ritorno in onda che comunque non sarà certo immediato, da lunedì 6 assisteremo agli episodi già visti nel 2012.


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È ovvio però che un po’ tutti parlano già di quando la soap partenopea di Rai 3 rifarà capolino sui nostri teleschermi (in tanti anni non si era mai fermata!) e soprattutto di come cambierà. A tal proposito, registriamo un interessante apparso di recente sul Corriere della Sera (parliamo dell’edizione cartacea del Corriere del Mezzogiorno, per la precisione) in cui alcuni attori della fiction hanno detto la loro sull’argomento.

A tal proposito Patrizio Rispo, che sin dall’inizio presta il volto al personaggio di Raffaele Giordano, ha spiegato che lo stop a cui stiamo andando incontro era dovuto in quanto – a parte l’impossibilità pratica di continuare le riprese – si rischiava di interpretare “non più una fiction amata ma una realtà parallela, distopica“. E quando la trasmissione sarà di nuovo in video, ci si dovrà reinventare: “non sarà più come prima“.

Anche Maurizio Aiello, che impersona il perfido Alberto Palladini, ha sottolineato (sempre al Corriere) che Un posto al sole dovrà rivedere parecchie cose al suo ritorno:

Cambieranno le trame, le sedi, ci saranno meno interni, meno comparse.

Ma come si risolverà, tra le altre cose, il fatto che il programma è stato sempre legato al giorno esatto in cui va in onda? Le trame che erano in corso dovranno ovviamente continuare nel momento in cui Upas sarà nuovamente su Rai 3, ma ciò farà sì che la contemporaneità a cui siamo abituati da sempre non si potrà mantenere. Sull’argomento, che è stato in questi giorni oggetto di riflessione da parte di molti fan sui social, si è espresso il capo sceneggiatore Paolo Terracciano in un’intervista concessa al sito web de Il Manifesto:

Agli inizi proporremo, completandole, le puntate già in parte girate. Ci sarà quindi uno sfasamento temporale. Per quelle nuove entreremo in una sorta di limbo, aspettando ad esempio una ricorrenza, e così tornare alla coincidenza delle date.

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Insomma, si sta pensando a un successivo “riagganciarsi” a quella contemporaneità di cui sopra, in modo da garantire intanto la chiusura delle storie in corso, per poi riavere alla prima occasione utile l’aderenza alle date del calendario.

Magari sembrerà tutto un po’ strano ma – se sarà effettivamente questa la strada che si seguirà – a noi sembra la soluzione più giusta, l’unica praticabile in una situazione unica come quella che stiamo vivendo.

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6 Commenti

  1. Io vi aspetto!

  2. Sarebbe stato bello però rivedere le primissime puntate. Anche per vedere come sono cambiati gli attori. Molti spettatori poi nemmeno le hanno viste!

  3. Avete letto? Cosa ne pensate? Non riesco a capire cosa abbia voluto dire Maurizio Ajello con le sue parole:” Cambieranno le trame, le sedi, ci saranno meno interni e meno comparse” Ma se sono gli esterni che costano e i troppi esterni furono uno degli elementi che segnarono la fine di ” Agrodolce”? Poi, non mi sembra ci siano state mai tante comparse. Meno interni di quelli che ci già ci sono, francamente, mi lascia perplessa.

    • Magari è stato un errore, spero!. Perchè mi suona strano che ci saranno meno interni,

      • Velio Baldassarre

        E cmnq antologia diacronica dei personaggi d’oggi, sarebbe il *chi è* di ognuno di loro? Era troppo impegnativo? Che senso ha riproporre un blocco più o meno recente? In pratica: storia riassuntiva epitomatica dei *fissi*. Come fosse i *curricula* di ognuno di loro…

    • No, non tanto. perchè gli interni per forza di cose avvicinano le persone, mentre qui si tratta di tenerle a distanza per un bel po’. E quindi…

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