Un Posto al Sole, Claudio Botosso (ispettore Torre) a Tv Soap: “Chi è il colpevole? Lo sapremo insieme!”

Claudio Botosso è l'ispettore Torre di Un posto al sole
Claudio Botosso è l'ispettore Torre di Un posto al sole

Lo stiamo rivedendo ormai da diverse settimane nel ruolo dell’Ispettore Torre di Un Posto al Sole. Parliamo dell’attore Claudio Botosso, che dopo aver risolto i casi di Giulia Poggi (Marina Tagliaferri) e di Michele (Alberto Rossi) e Silvia (Luisa Amatucci), è ritornato per la storyline legata all’aggressione di Susana Picardi (Agnese Lorenzini). Noi di Tv Soap lo abbiamo contattato per fargli qualche domanda sulla trama che lo vede coinvolto, ovvero una delle più seguite del momento. Ecco che cosa ci ha raccontato.


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Un posto al sole: Tv Soap intervista CLAUDIO BOTOSSO (ispettore Torre)

Salve Claudio. Partiamo dall’Ispettore Torre, il personaggio che sta interpretando in Un Posto al Sole. Cosa le piace di lui?

È un funzionario di Polizia non più di primo pelo, vicino alla pensione. L’esperienza maturata negli anni gli consente di affrontare le indagini con la giusta distanza, senza lasciarsi coinvolgere emotivamente. Sono queste le caratteristiche del personaggio che mi hanno colpito e mi piacciono.

Com’è arrivato nel cast della soap di Rai 3?

In maniera molto lineare. Ho fatto un provino su parte, che è piaciuto al produttore artistico Fabio Sabbioni. Ci siamo poi confrontati sulle caratteristiche del personaggio e ho cominciato a girare.

Sicuramente Torre è inserito in una delle storyline più significative del momento. Tutti i telespettatori si stanno infatti chiedendo chi abbia aggredito Susanna.

Lo so. Addirittura  mi fermano per strada chiedendomi chi è il colpevole. Rispondo sempre: “Guardi, non lo so neanche io, sto appunto indagando. Quando l’avrò scoperto, lo sapremo insieme”. Che è la realtà.

Anche perché il bello di una soap sta nel fatto che le storie possono essere più articolate, rispetto a quelle che si vedono in film e così via. Hanno una narrazione più ampia…

Mi ha sorpreso la reazione sui social dei telespettatori quando io e la mia assistente Marta Anselmi (l’attrice Carmen Annibale), per l’aggressione  a Susanna Picardi abbiamo messo sotto accusa prima Niko (Luca Turco) e poi Renato Poggi (Marzio Honorato): non potevano accettare che sospettassimo di loro. Ci hanno massacrati senza nessuna distinzione fra personaggio e attore, accusandoci implicitamente di lesa maestà. Molto divertente e indicativo della passione con cui viene seguito Un posto al sole.

Ci sono dei personaggi come Renato, dopotutto, che per i fan storici della soap sono intoccabili.

Sì, io e Carmen ce ne siamo accorti, come dicevo prima, dalle reazioni dei fan. Una dinamica a cui non ero abituato.

Sicuramente, l’ha detto anche lei, dipende anche dal fatto che è la prima volta che entra a far parte di una soap.

Assolutamente. Mi confronto per la prima volta con questo tipo di prodotto, che ha una natura nazionalpopolare. Per questo mi ha colpito, ma in maniera positiva e divertente. Mi sto abituando alle reazioni, che sono interessanti da analizzare per uno che non le ha mai provate.

E sul metodo di lavoro cosa mi dice? La lavorazione è sicuramente più veloce rispetto a quella di un film o di uno spettacolo teatrale. Com’è stato adattarsi a questo?

I tempi e i ritmi di lavorazione sono intensi. All’inizio temevo di non farcela con la memoria e ho preso dei prodotti naturali specifici, ma poi ti rendi conto di aver solo ingigantito l’eterna paura che ogni  attore ha: quella di dimenticarsi le battute.

C’è qualche attore con cui ha legato maggiormente sul set?

Naturalmente ho legato con Carmen Annibale, che interpreta la mia assistente e con cui ho condiviso molte scene. Ho incontrato attrici e attori che già conoscevo personalmente, come Patrizio Rispo, Maria Giulia Cavalli, Marina Tagliaferri. Altri li conoscevo per fama.

Oltre alla soap, a quali altri progetti si sta dedicando in questo periodo?

A dicembre sarò in scena al teatro Spazio di Roma, con DIS-ORDER di Neil LaBute, con Benedicta Boccoli e la regia di Marcello Cotugno. Un testo sui rapporti corrosivi di coppia, in una New York nel giorno dell’attacco alle Torri Gemelle.

Con la collaborazione di Sante Cossentino per MassMedia Comunicazione

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