Incantesimo, Vivere, Centovetrine: intervista a Valentina Tomada

Valentina Tomada
Valentina Tomada

Valentina Tomada: la nostra intervista all’attrice

Fa parte del cast di Persi Nel Tempo, il terzo film dei Me Contro Te, dove è stata riconfermata dopo aver svolto con professionalità il suo impegno ne Il Mistero Della Scuola Incantata. In passato è stata però un volto di diverse soap di successo trasmesse in Italia: è stata infatti nel cast di Incantesimo, nel ruolo di Daria Pardieri, ma anche in quelli di Vivere e CentoVetrine, dove ha interpretato rispettivamente Viola Magris e Sandra Zimmermann.


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Parliamo dell’attrice Valentina Tomada, che ha ripercorso con noi di TvSoap alcuni aneddoti legati al suo passato nel mondo delle soap, svelandoci anche in quali prossimi progetti vuole tuffarsi prossimamente.

Tv Soap intervista Valentina Tomada

Valentina, sei stata nel cast di Incantesimo, ma anche di Vivere e CentoVetrine. Che ricordi hai di quel periodo?

Per quanto riguarda Incantesimo e le soap in generale, ovviamente è stata una bellissima esperienza. Mi è piaciuto molto, sopratutto perché poi ogni soap diventa una famiglia, con persone carine che vedi tutti i giorni. In modo particolare con le soap girate a Torino, ossia Vivere e CentoVetrine, ho un ricordo molto bello perché noi stavamo in un bellissimo albergo, davanti ai teatri. Ci vedevamo la sera, mangiavamo insieme allo stesso tavolo. Eravamo diventati una sorta di comunità molto bella.

A me piace molto quando si può stare tutti insieme nello stesso luogo. Una cosa che, al contrario, non si è verificata con Incantesimo. Quello si girava a Roma, motivo per cui ognuno tornava a casa sua. Anche lì mi ricordo che c’era Alessandro Cane, un regista che è venuto a mancare. A me piaceva molto, c’era una bella sinergia. Insomma, si era instaurato un bel rapporto in generale. Anche con Raffaele Buranelli, che faceva mio marito Giorgio, siamo ancora amici. Ci sentiamo ogni tanto, anche se è andato ad abitare fuori e non ci vediamo più. Sono situazioni molto piacevoli che si vengono a creare con la lunga serialità. È una grande famiglia. Quando ti rivedi, magari dopo anni, è come se incontri un parente con cui non hai a che fare da tanto tempo. Ti abbracci, ti racconti.

Restiamo nel campo delle soap. C’è un aneddoto divertente che puoi raccontarci su Vivere?

A Vivere sono stata Viola Magris, un personaggio per cui stavano cercando un’attrice da tanto tempo. Sono arrivata sol set un po’ spaesata, visto che non conoscevo la maggior parte dei miei colleghi. Devo dire però che Luca Bastianello, con cui dovevo girare tante scene, mi ha messo subito a mio agio. È una persona adorabile, si è comportato come se fosse un mio vecchio amico. Mi ha fatto sentire accettata, motivo per cui sono riuscita a buttarmi a capofitto nel progetto.

E su CentoVetrine, invece?

A CentoVetrine ho interpretato Sandra, la moglie di Massimo Forti, che aveva il volto di Luca Ward. Anche lì, ricordo che un giorno successe una cosa molto divertente. Faccio una premessa: io non ho mai fumato e sono anche molto sensibili agli odori, sia se sono buoni e sia se sono cattivi. Luca, al contrario, all’epoca fumava. Dovevamo girare una scena che prevedeva un bacio. E lui, tra una pausa e l’altra, si era acceso una sigaretta. Io però gli dissi di trovarsi immediatamente un chewing gum, altrimenti non avrei girato la scena. Scoppiammo a ridere. Quel giorno ci siamo divertiti parecchio.

Che cosa deve avere un attore per emergere?

In primis, è assolutamente fondamentale la formazione. In qualsiasi tipo di disciplina artistica ciascuno voglia fare: nella dizione, nella recitazione, nella danza, che ho praticato per anni e mi ha insegnato la rettitudine e il giusto portamento, e nel canto. Più qualità un artista ha e meglio è per lui. Per emozionare il pubblico che ti guarda, è necessario avere la giusta formazione. Altrimenti, è come se costruissi un edificio senza fondamenta, destinato prima o poi inevitabilmente a cadere. Ancora oggi mi formo. Metto attenzione e dedizione in ogni cosa che faccio.

Bisogna anche essere un po’ fortunati?

Bisogna avere più fortuna che talento. Ce ne sono parecchie in giro di persone che hanno talento ma che non sono riuscite a sfondare. Così come, invece, è accaduto il contrario. Fa parte della vita: a volte serve l’incontro giusto. Ad ogni modo, ritengo che un’attrice debba saper vendere se stessa, nel senso buono del termine. Deve mantenere buoni rapporti con tutti, farsi vedere spesso, avere una capacità relazionale importante. Può anche non essere bravissima, ma se ha questi elementi e si butta è più facile che riesca. Un’attrice deve poi essere empatica, deve scavare dentro se stessa per trovare le emozioni da trasmettere prima sul set e poi sul pubblico che la guarda.

Hai qualche sogno nel cassetto che vuoi ancora realizzare?

Ovviamente, ce ne sono tantissimi. Ho tantissime idee, sto scrivendo persino la mia prima sceneggiatura. Tra le altre cose ho aperto un canale su YouTube dove racconto la vita, i viaggi, ciò che voglio fare. Invito le persone a lasciarsi andare perché io per prima, essendo una gran perfettina, non riesco a buttarmi continuamente nelle cose. La vita è una e non bisogna sprecarla. Questo è un consiglio che do anche a mia figlia.

Con la collaborazione di Sante Cossentino per MassMedia Comunicazione.