GREY’S ANATOMY 15×16, anticipazioni: “Sangue e acqua”, news e trama

Grey's Anatomy / Sangue e acqua
Grey's Anatomy / Sangue e acqua

Sangue e acqua è il sedicesimo episodio della quindicesima stagione di Grey’s Anatomy, che FoxLife manderà in onda lunedì 15 aprile 2019 alle 21.05.

GREY’S ANATOMY, Sangue e acqua: spoiler

Meredith sogna sua madre Ellis e al suo risveglio annota nel suo diario una frase: “la luce nel sangue”, poi passa l’intera giornata chiusa in laboratorio a domandarsi cosa rappresenti quel sogno. Intanto Maggie, l’altra figlia di Ellis, prende parte a un podcast medico e si lascia sfuggire che la sua passione per la chirurgia potrebbe essere genetica, dal momento che entrambi i suoi genitori biologici e sua sorella sono chirurghi.
La notizia si diffonde subito in tutto l’ospedale scatenando l’ira di Richard, il quale non va particolarmente fiero di quel periodo della sua vita (che da sempre cerca di tenere nascosto); la reazione dell’uomo ferisce profondamente Maggie, che trova conforto nelle saggia e rassicurante sorella Meredith. Per fortuna, Webber si rende presto conto del dolore che le sue parole hanno causato a sua figlia e si scusa con lei.
La storia d’amore di Levi e Nico arde di una passione indomabile, questo almeno fino a quando i due non vengono interrotti dalla telefonata della madre di Schmitt. Nico capisce che Levi cerca di nascondere la loro storia a sua madre per paura della sua reazione; infastidito lascia la stanza. Schmitt, dopo una piccola défaillance, realizza che il rapporto con Kim è qualcosa di veramente importante e che non può rovinare tutto per la paura di affrontare sua madre.
Helen, la singolare madre di Alex, dopo aver saputo da suo figlio che un giorno lui e Jo vorranno avere un bambino, passa il tempo a lavorare a maglia cappellini di colori neutri per dei nipotini che ancora non esistono. Questo sconvolge non poco Jo, che al momento – insieme a Link, Jackson e Kim – è presa dal caso molto delicato di un paziente (giocatore di baseball) che deve subire un’amputazione a metà gamba per un cancro al ginocchio.
L’infinita e disastrosa storia di Owen e Amelia continua a tenere banco anche in questa puntata, con i due che vanno da un avvocato per cercare di risolvere l’affidamento congiunto del piccolo Leo, ma le cose si complicano ulteriormente quando Hunt inizia a urlare che la Shepherd non è in grado di amare o di essere amata e tantomeno di accudire un bambino così piccolo. Infine, Amelia decide inaspettatamente di rinunciare a lottare per l’affido: lei sarà semplicemente la zia su cui poter sempre contare; per il bene di Leo chiede che venga data ad Owen la piena custodia e, dunque, adesso Hunt è diventato un padre single a tutti gli effetti. Ma sarà davvero finita questa malsana relazione?
Ricordate il finale della scorsa puntata quando Vincenzo DeLuca, papà di Andrew, è arrivato inaspettamente a Seattle? L’uomo, che è un medico molto stimato in Italia, è al Grey Sloan Memorial Hospital per presentare un’idea incredibile: “un bambino in una borsa”, ossia far crescere un bambino al di fuori dell’utero materno (metodo che lui ha già sperimentato con un agnellino) che darebbe ai bimbi prematuri un maggiore tasso di sopravvivenza.
Il progetto trova il pieno sostegno da parte di Alex Karev e, dopo molti dubbi, anche di suo figlio Andrew, al contrario di Carina che considera al momento del tutto instabile suo padre. Meredith ha un dilemma: dire o non dire ad Alex della malattia del padre di Andrew? Svelare la verità potrebbe mettere a rischio il suo rapporto con DeLuca, considerando che si tratta di una confidenza.
Possiamo definire Blood and water una puntata dal gusto agrodolce che va avanti tra momenti emozionanti (Meredith che consola Maggie davanti a buon bicchiere di vino è la scena culmine dell’episodio) e altri noiosi e ripetitivi di cui si farebbe volentieri a meno. A volte basterebbe avere il coraggio di ammettere di aver fallito, mettere un punto e ricominciare da capo. E questo Owen e Amelia dovrebbero capirlo al più presto, per il loro bene ma soprattutto per il nostro.