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Una Vita, MONTSE ALCOVERRO a Tv Soap: “Interpretare Ursula è divertente ma anche difficile”

MONTSE ALCOVERRO è Ursula Dicenta a UNA VITA
MONTSE ALCOVERRO è Ursula Dicenta a UNA VITA

Tra le dark lady più temute della telenovela Una Vita c’è lei: Ursula Dicenta, la terribile istitutrice. Merito della sua bravissima interprete Montse Alcoverro, presente nel cast della produzione iberica fin dalla prima stagione. Tra qualche mese, i fan dovranno però dire addio a questo iconico personaggio, visto che morirà per mano di Genoveva Salmeron (Clara Garrido) e Israel Becerra (Aleix Melè), quest’ultimo non ancora arrivato nelle puntate italiane.


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Noi di Tv Soap abbiamo dunque fatto alcune domande a Montse per capire com’è stata la sua esperienza nella soap e, sopratutto, chiederle per quale ragione i fan di Acacias 38 hanno amato così tanto la “sua” Ursula.

Una vita: Tv Soap intervista MONTSE ALCOVERRO (Ursula Dicenta)

Salve Montse, io partirei da Ursula Dicenta, che è davvero cattivissima. E stato divertente interpretarla?

È stato divertente ma al tempo stesso è stato molto duro, perché è un personaggio molto complesso psicologicamente. Ha bisogno di una preparazione per la sua intensità, che è davvero molto forte. Come attrice è sicuramente un piacere interpretarla, per la sua complessità. Ti permette di sviscerare a fondo ogni aspetto del suo carattere, della sua personalità. Ora che ho smesso di girare, ricordo Ursula sempre con una doppia sensazione: da un lato c’è tantissimo affetto, dall’altro mi viene ancora in mente quanto potesse essere complicato stare dietro ad un ruolo con il profilo psicologico come quello della Dicenta.

Qual è stata la trama che ha trovato più difficile da interpretare, tra le tante che hanno visto coinvolta Ursula?

Per quanto mi riguarda, credo sia stata una grande idea degli sceneggiatori quella di fare apparire le sue due figlie. Prima Blanca e poi Olga, che è stata a sua volta un personaggio non propriamente positivo. Questo ha portato a scoprire l’infanzia tanto dura e difficile di Ursula, soprattutto il ricordo di una violenza subita in adolescenza che l’ha portata ad essere rinnegata dai suoi genitori.

Era una trama interessante perché si basava sul presente, ma andava a scavare anche nel passato di Ursula tramite i flashback che sono stati creati ad hoc. Finché non è apparso suo padre, che l’ha fatta rinchiudere in un manicomio. Ritengo che questa sia stata una trama molto importante perché non aveva una linea narrativa continuativa, ma aveva dalla sua parte molti flashback e ricordi. Faceva conoscere Ursula in due livelli molto differenti tra loro.

Secondo lei, perché il personaggio di Ursula è piaciuto così tanto al pubblico?

Tutti i personaggi oscuri e con un profilo psicologico e machiavellico a cui non siamo abituati attraggono, anche se c’è davvero gente cattiva nel mondo. C’è qualcosa di diverso rispetto alle persone “normali” che crea attrazione. È quello che fa sì che la gente si affezioni alla malvagità di Ursula. Ha una malvagità perversa che attira l’attenzione.

Com’è arrivata sul set di Una Vita (Acacias 38)?

Ho fatto un regolare casting a Barcellona e mi hanno selezionato. All’inizio, Ursula era un ruolo piccolo. Nel giro di due / tre settimane il personaggio è piaciuto e, tra l’altro, mi sono trovata molto bene a lavorare con l’equipe che c’era lì, a partire dalla produzione e dalla direzione. Mi hanno dunque fatto passare dal reparto secondario a quello fisso della serie.

Nei primi tempi, nessuno immaginava che Ursula avrebbe avuto una storia così grande e importante: è andato crescendo pian piano. Ringrazio dunque gli autori e, soprattutto, Aurora Guerra per le trame belle e interessanti che ha dato al personaggio. A Luis Santamaria, il direttore della serie, sono grata invece per la fiducia che ha riposto in me per dare vita ad un bel personaggio come quello della Dicenta.

Quali sono i compagni di lavoro con cui ha legato di più?

Sono tutti davvero professionali, motivo per cui ci sono molti colleghi ai quali mi sento senz’altro legata. Non posso non citare con affetto Arantxa Aranguren (Guadalupe), Inma Perez Quiros (Fabiana), David V. Muro (Servante), Mariano Llorente (Maximiliano). Grandi colleghi con cui ho condiviso il set per parecchio tempo.

Parliamo un po’ di lei. Se potesse descriversi con tre aggettivi quali sarebbero?

Mi descriverei con gli aggettivi che dicono gli altri sulla mia persona: positiva, passionale e coerente. Mi sento molto dentro questa descrizione: sono molto positiva nella vita, sono molto passionale e sono coerente perché cerco di fare e dire quello che penso, senza tradire gli altri o me stessa.

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La vedremo in qualche altra produzione in futuro?

Come immaginerà, non posso svelare più di tanto. Sto girando una serie televisiva che andrà in onda prossimamente. La speranza è sempre quella di tornare pure in teatro anche se in questo periodo, segnato dal Covid, è sicuramente difficile fare previsioni. Infine, interpreterei volentieri un personaggio lungo e ben caratterizzato com’è stato quello di Ursula. E ovviamente mi piacerebbe tantissimo lavorare in Italia, qualora capitasse l’occasione. Da attrice, mi sento a mio agio ad esprimermi con qualsiasi mezzo: in televisione, in teatro e anche al cinema.

In collaborazione con Sante Cossentino per MassMedia Comunicazione

Montse Alcoverro
Montse Alcoverro

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