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Il Commissario Ricciardi, Chiara Conti: “Sono Marta, la madre del protagonista interpretato da Lino Guanciale”

CHIARA CONTI ne Il commissario Ricciardi
CHIARA CONTI ne Il commissario Ricciardi

Nuovo impegno televisivo per Chiara Conti, che il pubblico delle soap sta vedendo in questi mesi nel ruolo di Lara Martinelli in Un Posto al Sole. L’attrice toscana è infatti nel cast de Il Commissario Riccardi, la nuova fiction di Rai 1 in onda il lunedì in prima serata.

Noi di Tv Soap l’abbiamo contattata per parlare di questa nuova esperienza. Ecco cosa ci ha detto.

Ciao Chiara, bentornata su TvSoap. Oltre che in Un Posto al Sole, ti vediamo ne Il Commissario Ricciardi, con protagonista Lino Guanciale. Che tipo di esperienza è stata?

È stata una bella esperienza. Come già saprai, la fiction è stata tratta dai libri di Maurizio de Giovanni. Personalmente, io sono stata scelta per interpretare Marta Ricciardi, la madre del protagonista, che si chiama Luigi Alfredo ed è interpretato da Lino Guanciale. Ho dato vita a questa donna, morta quando aveva solo 35 anni. Principalmente, si vede che Marta è impazzita allo scoprire che il figlio aveva il suo stesso dono,  che per certi versi lei leggeva come una maledizione, ossia vedere le anime delle persone morte violentemente pochi secondi prima di passare oltre.

Pur essendo ormai defunta, la Ricciardi appare in vari flashback e alcune volte in sogno. È una donna molto dolce, che ama tantissimo il figlio. Tra l’altro, ti svelo che mi vedrete recitare con le lenti a contatto verdi, perché nel libro viene chiaramente detto che è quel colore degli occhi che permette alle persone di vedere i fantasmi.

Quali altri aspetti ti sono piaciuti della fiction?

Innanzitutto ha dei costumi veramente bellissimi. Inoltre il regista Alessandro D’Altri, che è davvero molto bravo, mi ha fatto nuovamente innamorare del mestiere. E poi Lino Guanciale è davvero un ottimo interprete.

Abbiamo già citato Lara Martinelli, il personaggio che da qualche mese interpreti in UPAS. Oltre a lei, ce ne sono altri, nel corso della tua carriera, che ti sono rimasti di più nel cuore?

Lara è sicuramente una donna dalla personalità enigmatica, che pur avendo un volto angelico è capace di distruggere tutto quello che tocca. Il suo legame con Roberto Ferri (Riccardo Polizzy Carbonelli) sta tenendo tanto banco nelle puntate attuali della soap.

Ad ogni modo, per me è impossibile non citare il personaggio che mi ha consacrato maggiormente agli occhi del pubblico, ovvero quello di Cosima in Butta La Luna, fiction Rai che ha avuto un tantissimo successo visto che ha toccato il 32% di share nelle due stagioni che abbiamo girato. All’epoca ho vissuto delle sensazioni davvero strane: la gente mi fermava per strada, mi riconosceva. Non ero abituata a tutto quello, ma l’ho ovviamente vissuto con enorme piacere. Ancora oggi mi capita che mi fermino per complimentarsi per come ho portato in scena Cosima. Anche se di personaggi ce ne sono stati pure altri.

Quali? 

Mi viene in mente Le ragazze di San Frediano, ambientata nella mia amata Toscana, dove ho prestato il volto a Gina. Ho fatto tanti polizieschi, da Distretto di polizia a R.I.S. Delitti imperfetti. Tra gli ultimi personaggi, uno dei più significativi è stato quello dell’ex soubrette Simona Merende in 1993 e 1994, produzione di Sky Atlantic con Stefano Accorsi e Miriam Leone.

In 1993 il ruolo era piccolo rispetto magari allo spazio avuto in 1994, ma ho considerato un regalo poter interpretare questa soubrette famosa ma in decadenza che, sostituita da una più giovane di lei, faceva davvero di tutto pur di sentirsi bella e ritornare a lavorare. È stato gratificante per me interpretarla, perché Simona, per quanto disperata, è stata un personaggio davvero intenso.

Ti faccio un’ultima domanda. C’è qualche sogno professionale che speri in futuro di realizzare?

È un progetto che non ha ancora preso forma. In ogni caso, posso dirti che sto scrivendo una sorta di sceneggiatura. Sto cercando di impostare i dialoghi sulla storia della scultrice francese Camille Claudel. Vorrei concentrarmi sulla sua storia nell’età più anziana, ambientata a Parigi tra fine ‘800 e inizio ‘900. È una donna che ha fatto cose grandi e belle; si è buttata con anima e corpo su quello che voleva. Chi lo sa, magari con me protagonista. Mi piacerebbe poi fare un eroe, anche dei fumetti o dei fantasy. In questo periodo c’è bisogno di magia da raccontare!

In collaborazione con Sante Cossentino per Massmedia Comunicazione

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