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Un Posto al Sole, Riccardo Polizzy Carbonelli a Tv Soap: “Roberto Ferri arriva come un ciclone e stravolge tutti gli equilibri!”

Riccardo Polizzy Carbonelli
Riccardo Polizzy Carbonelli

Quando si pensa ad Un Posto al Sole è impossibile dimenticarsi di Roberto Ferri, il cinico uomo d’affari interpretato da tanti anni da Riccardo Polizzy Carbonelli. Nelle ultime settimane, il tycoon ha utilizzato i suoi sotterfugi per la scalata ai cantieri Palladini, potendo contare sulla vicinanza della nuova dark lady Lara Martinelli (Chiara Conti).

Tuttavia, Roberto ha continuato ad avere un occhio di riguardo per la “sua” Marina Giordano (Nina Soldano), indisponendo ulteriormente Fabrizio Rosato (Giorgio Borghetti). Un quartetto esplosivo che ha appassionato i numerosi fan della soap partenopea, in onda dal lunedì al venerdì su Rai 3, e di cui abbiamo parlato proprio con Polizzy Carbonelli. Ecco cosa ci ha raccontato.

Un posto al sole: Tv Soap intervista RICCARDO POLIZZY CARBONELLI (Roberto Ferri)

Ciao Riccardo, bentornato su Tv Soap. Fai parte del cast di Un Posto al Sole da oltre vent’anni. Qual è uno degli aspetti che ti piace di più della soap?

La cosa che più mi piace di Un Posto al Sole è che tutto il cast è centrale nelle varie trame. Ogni volta che c’è un plot o una storia, che vede protagonista Cosimo Alberti (Cerruti) piuttosto che Antonella Prisco (Mariella) o Germano Bellavia (Guido), siamo tutti chiamati a portare un testimone all’interno delle varie storie. Sembra tutto staccato, ma la maggior parte di noi legge degli altri e, dunque, sa quello che avviene in contemporanea.

Mentre io ho la storia in cui cerco di prendermi i cantieri Palladini, gli altri sanno quello che devono fare e io so cosa stanno facendo gli altri. Anche in questo il nostro lavoro di squadra è importante. Ad esempio, se attenuo la cattiveria di Roberto perché voglio essere più simpatico al pubblico ma Renato (Marzio Honarato) parla di una determinata scena con Giulia (Marina Tagliaferri) sottolineando quanto Ferri sia stato spietato, se questa cosa non l’ho effettivamente fatta di certo lui non potrebbe fare determinati discorsi. Creerei dunque un danno sia a Renato, sia a Ferri stesso. Tante cose che i personaggi fanno, insomma, sono funzionali ad altro.

Parliamo dell’evoluzione che ha avuto il tuo personaggio, Roberto Ferri, in questi ultimi mesi. È sicuramente una personalità complessa la sua.

Sì. Roberto è un personaggio che sa essere davvero malvagio, ma ha dentro di sé tanti difetti e debolezze. Ho sempre trovato interessante portarlo in scena, senza mai criticarlo, perché lo amo tantissimo. Se ci soffermiamo ad analizzarlo, è sicuramente facile notare che la sua cattiveria è sempre funzionale a qualcos’altro. Quando fa determinate azioni, le stesse hanno la giusta retribuzione. A differenza di altri personaggi, che riescono anche a capire che il male che è arrivato loro se lo sono un po’ cercato, Ferri non è cosciente di ciò che fa. Arriva come un ciclone e stravolge tutti gli equilibri. Sicuramente è un uomo che col tempo si è evoluto, in certe occasioni ha fatto anche il pianto del coccodrillo. Ha perso la memoria, è ritornato cattivo, ha tentato il suicidio. Ne ha passate tante.

La rimozione di certe esperienze, ogni tanto, gli ridà lo sprint sul lavoro. È come se la vita riproponesse spesso a Ferri delle occasioni per crescere, anche se non sempre le acchiappa. È per me davvero divertente interpretare Roberto, anche se sicuramente è difficile mantenere credibile la sua cattiveria per tanto tempo. Dato che ho l’opportunità di crescere insieme al mio personaggio, rispetto a delle reazioni che Ferri poteva avere anni fa, quelle di oggi devono essere commisurate alla sua maturità o crescita. Non sempre però lui dimostra di avere appreso la lezione!

Come dicevi prima, in tanti anni di storia, Roberto Ferri ha passato diverse fasi.

Diciamo che lui, fondamentalmente, ha avuto due momenti. Nel primo, antecedente alla morte di Eleonora Palladini (Helene Nardini), si è ravveduto, nel secondo ha avuto un riscatto con Greta Fournier (Cristina D’Alberto), che ha vissuto come la sua nuova possibilità dopo che gli hanno ucciso Eleonora. Ad oggi, per la serie gli opposti si attraggono, Roberto ha questo legame indissolubile con Marina Giordano (Nina Soldano). È come se i due avessero un cordone ombelicale percepito in maniera molto forte, come avete visto, da Fabrizio Rosato. È geloso di Marina perché lei gliene dà modo, non ha reciso tale cordone con Ferri.

È come se Roberto e Marina si dicessero a vicenda di viversi la vita come pare a loro, ma sono coscienti del fatto che, qualora occorresse qualcosa, correrebbero subito in soccorso l’uno dell’altra o viceversa. Sono due amici, due spalle, due complici in questo, in un loop negativo e infernale, ovviamente, non certamente evolutivo e positivo. Comunque, sono solidali e si rispettano in questo. Se uno dei due vede minacciata la possibilità di un ritorno oppure che qualcun altro possa mettere un sigillo diverso, una possessività che annullerebbe la precedente, a Ferri non starebbe bene così come alla Giordano.

Effettivamente quando si pensa a Roberto è impossibile non menzionare Marina (nonostante in questo periodo lei non sia in scena). Sei d’accordo con questo pensiero?

Sì. Sono la stessa faccia dell’uno o dell’altra, in base a dove guardi il senso. Maschio Roberto Ferri, femmina Marina Giordano. Malvagità, cattiveria, cinismo imprenditoriale, capacità di commuoversi, di essere sensibile e di empatizzare con il dolore degli altri, dei propri figli. Per esempio, questo è un momento molto bello tra Ferri e il figlio Filippo (Michelangelo Tommaso). Spero non si sciupi.

Negli ultimi mesi, il pubblico sta conoscendo anche Lara Martinelli, la nuova dark lady interpretata da Chiara Conti. Cosa ti sta piacendo di questa nuova storyline?

Non conoscevo Chiara Conti prima, se non per la fama e lo spessore che aveva nel settore dello spettacolo. Con lo stesso Giorgio Borghetti, che interpreta Fabrizio Rosato, non mi era mai capitato di lavorare, ma l’avevo seguito nei lavori precedenti ed ero sempre stato un suo fan. Pensa che un giorno l’ho incrociato alla stazione e l’ho fermato per complimentarmi con lui, sottolineando che mi sarebbe piaciuto un giorno condividere il set in sua compagnia. Cosa che poi è capitata con Un Posto al Sole.

Tornando a Chiara, penso che sarebbe adatta anche ad un grande film stile 007 al fianco di Sean Connery. È brava, la stimo professionalmente. Come ben sai, Lara sta interagendo con Ferri nella scalata per i Cantieri Palladini. Roberto ha tante devastazioni affettive dentro di sé e si sente autorizzato a compiere certe nefandezze poiché spinto dal lavoro, che vede come una sorta di nobilitazione per quello che fa. Una caratteristica che, se ci pensi, si addice anche a Marina. Entrambi hanno bisogno dei conflitti per andare avanti. In particolare, Ferri ha poi la necessità di circondarsi di bellezza e, in questo caso, Lara è la svolta gradevole.

In questo si spiega l’alleanza e la relazione con la Martinelli. Si sta creando una bella dinamica perché iniziano a dipendere l’uno dall’altra. Sono storyline scritte davvero bene. Nonostante il Covid riescono ad arrivare al pubblico perché la recitazione aiuta più di un gesto, più di un toccarsi. È fatto tutto di intenzioni, di sguardi.

Immagino si sia creato un bel team di lavoro tra te, Chiara Conti, Giorgio Borghetti e Nina Soldano.

Assolutamente sì. Il mio mondo lavorativo spesso è fatto di sotterfugi e di invidie, ma noi quattro abbiamo fatto veramente un gioco di squadra, supportandoci a vicenda. In generale, e non lo dico certamente per retorica, quando sto dentro al set di Un Posto al Sole mi sento in famiglia. Ricevo continuamente dei nuovi stimoli. Per dirti, Chiara Conti non aveva mai affrontato una lunga serialità così intensa. All’inizio abbiamo rispettato anche i suoi tempi di ambientamento.

La bella affinità e intesa che abbiamo creato è dipesa anche dalla cura con cui noi ci prepariamo. Lavoriamo a lungo sulla scena, perché non è solo fatta di battute e sguardi ma, per arrivare ad una determinata temperatura, a volte erotica, dispotica, di sensualità o di rivalità, c’è dietro tanto lavoro. Sono cose che vanno preparate, non si possono improvvisare. Parliamo sulle scene, ci confrontiamo e così via.

Con la collaborazione di Sante Cossentino per MassMedia Comunicazione

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