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Un Posto al Sole amarcord: intervista a Giorgia Ferrero (Martina Landi)

Giorgia Ferrero
Giorgia Ferrero

A Un Posto al Sole è stata Martina Landi, la cugina “manipolatrice” di Arianna (Samanta Piccinetti), apparsa nella soap qualche anno fa. Ad interpretarla c’era Giorgia Ferrero, che noi di Tv Soap abbiamo intervistato.


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Ciao Giorgia. In Un Posto al Sole sei stata Martina Landi, la cugina un po’ “antipatica” di Arianna (Samanta Piccinetti). Com’è stato interpretarla?

Sì, Martina era un personaggio antipatico, tra virgolette. Per me è stata una sfida interpretarla, perché era molto lontana da quello che sono io, dalle mie corde di attrice. Fare un ruolo del genere è stata un’opportunità. Partiamo dal presupposto che io non giudico mai i personaggi che interpreto: amo tutte le loro sfaccettature, studio la psicologia che c’è dietro i vari comportamenti. Mi sono quindi divertita ad interpretare Martina. Mi ha dato modo di scoprire anche delle cose di me, del mio carattere, che probabilmente non conoscevo.

Bene. Ricordiamo un po’ l’excursus di Martina nella soap.

Come tutti i fan ricorderanno, Martina era un’imprenditrice tessile toscana, che ha cercato di convincere Arianna a ritornare a lavorare nell’azienda di famiglia proprio perché non considerava Andrea (Davide Devenuto) all’altezza di darle un futuro. Lei pensava invece di poterlo offrire, in maniera decisamente migliore, alla parente. Martina aveva un senso di protezione nei riguardi di Arianna, era come se avesse una sorta di istinto materno nei suoi confronti. In un’occasione ha tentato persino di mettere alla prova Andrea, quella sera che si è impegnata per sedurlo in hotel. Voleva capire quanto ci tenesse alla cugina. È chiaro però che, facendo quel gesto, è risultata come una donna perfida. Ad ogni modo il personaggio ha funzionato, ha creato attorno a sé delle discussioni da parte dei telespettatori. Di questo ne vado molto fiera.

Effettivamente anche io ho sempre pensato che Martina si muovesse soltanto in funzione del bene che provava per Arianna. Anche se sbagliava i modi…

Sì, questo è vero. Se traspariva sono contenta, perché era l’obiettivo che avevo. L’obiettivo scritto dalla sceneggiatura, su cui io ho lavorato. Nella vita sono rimasta molto legata a Samanta e al marito Michelangelo Tommaso, che interpreta Filippo Sartori nella soap.

Come sei stata accolta dalla grande famiglia di Un Posto al Sole?

Benissimo! Sono nati dei rapporti di amicizia che durano tutt’ora.

La soap è l’unico prodotto quotidiano a cui hai preso parte. Ci sono dei ritmi molto differenti rispetto ad un film, dove magari si fanno soltanto due scene al giorno…

Sì, a Un Posto al Sole si girano moltissime scene al giorno, non soltanto una o due. Devo dire che è stata una palestra incredibile. Li sì girano anche dodici scene al giorno e, come dico spesso, è “buona la prima”. Si fa una prova e poi si gira: i tempi sono molto ristretti, bisogna correre. Non si può sforare, cosa che non avviene in un film, dove magari puoi ritardare anche di un’ora. Nella soap, al contrario, si deve terminare entro le 19. È un’esperienza impegnativa, ma ti fa crescere tantissimo come attore, ti abitua a ritmi serrati che non trovi da nessun’altra parte. Al cinema il tempo è molto più dilatato, così come in teatro.

A proposito di esperienza, dal tuo punto di vista com’è stata? Ci torneresti se capitasse la possibilità?

Assolutamente sì. Mi piacerebbe ritornare per fare vedere altre sfaccettature di Martina. Nella mia precedente partecipazione si è visto veramente poco di lei. Le trame che l’hanno vista protagonista si sono concentrate sul suo lato di donna in carriera, anche tosta per certi versi e con dei modi un po’ aggressivi e antipatici. Dato che ho lavorato molto sul personaggio, credo che Martina abbia sofferto nella vita: non ha probabilmente mai incontrato l’uomo della sua vita e dunque si è costruita questa corazza che fa vedere. Può essere invece che sia piena di fragilità. Vorrei che gli autori, se un domani dovessi tornare, facessero vedere chi è lei veramente. Tirare fuori pure i suoi lati positivi, perché non la vedo soltanto come una persona negativa. Poi devo dire un’altra cosa anche riguardo la serialità in generale…

Ok, fai pure. Sono curioso. 

La serialità ti dà la possibilità di esplorare veramente un personaggio, di aggiungere ogni volta un pezzetto. L’esperienza che fa l’attore è anche quella che fa il personaggio. Non dico certamente che questo aspetto manca completamente nei film, ma in una serialità hai molto più tempo. È un po’ come le prove a teatro che, essendo più lunghe, ti danno l’occasione di esplorare maggiormente il ruolo che interpreti. Questa fase avviene logicamente anche nei film, soprattutto se sei uno dei protagonisti. Da comprimario, anche se si lavora al massimo con la caratterizzazione del personaggio, ciò è un po’ più complicato.

Qual è secondo te una delle cose più belle di Un Posto al Sole?

Riesce sempre a stare al passo coi tempi, intrattiene i telespettatori anche facendo sì che vivano le stesse sensazioni dei personaggi. Ad esempio, nella soap è Natale nello stesso periodo in cui noi lo festeggiamo. Un’altra cosa che mi piace è che i personaggi, prima o poi, tornano sempre. Dunque spero anche io di tornare.

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La soap ha anche un grosso seguito sui social…

Sì. Ho scoperto dei forum e delle cose che non pensavo e non immaginavo. Tra l’altro, ho constatato che è seguita in tutto il mondo. Ho un amico che vive in Sud America e lo vede lì. Anche se non mi piace chiamarlo così, è un prodotto che funziona. È una serie molto amata. La conoscono tutti. Quando sono entrata mi sembrava una macchina molto più grande di me, che arrivavo in corsa. C’è un’altra cosa che mi ha colpito dei fan…

Ah sì, quale?

I fan si immedesimano esattamente nel personaggio che interpreti. È come se loro non facessero distinzione tra l’attore e il personaggio. Se sono una cattiva, sono così anche nella vita. Alcuni non riescono proprio a scindere. Questa la giudico una cosa curiosa. Anche se purtroppo succede che si scrivano anche delle cose molto offensive.

In Collaborazione con Sante Cossentino per MassMedia Comunicazione

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