Il Segreto, José Gabriel Campos a Tv Soap: “Onesimo e Antonita? Se la serie fosse durata più a lungo, avremmo riso molto con le loro storie”

ONESIMO (José Gabriel Campos) / Il segreto
ONESIMO (José Gabriel Campos) / Il segreto

Con il “suo” Onesimo Mirañar rappresentava la parte più comica e irriverente de Il Segreto. Parliamo di José Gabriel Campos, l’attore che gli ha prestato il volto per molto tempo. In attesa di assistere su Canale 5 al gran finale della telenovela, noi di Tv Soap abbiamo contattato José Gabriel per un’intervista, dove ci ha svelato anche alcuni retroscena. Ecco cosa ci ha detto.


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Il Segreto: Tv Soap intervista José Gabriel Campos (Onesimo Mirañar)

Ciao José Gabriel, benvenuto su Tv Soap. Con il tuo Onesimo hai fatto divertire tutti gli spettatori de Il Segreto per diversi anni. Ora che la soap opera è finita, cosa ti manca di più di lui?

Di Onesimo mi mancano le sue follie, le sue idee assurde e la sua energia inarrestabile. Della serie mi mancano, invece, i miei colleghi attori e il resto del team artistico e tecnico. Stavamo davvero bene insieme nei momenti in cui non giravamo. Eravamo una famiglia molto grande che stava insieme da tanto tempo. Non ci siamo potuti salutare “bene” a causa del Covid, è stato come amputare una parte di noi stessi senza preavviso.

Forse non tutti ricordano che, prima del ruolo di Onesimo, hai interpretato un altro personaggio nella soap opera… Quale? In che tipo di trama era stato coinvolto?

L’altro personaggio che ho interpretato è stato quello di Fidel, un ladro che ha ingannato Chindasvinto e ha rubato in diverse case di Puente Viejo. È stato un piccolo ruolo, ma ha costituito il mio primo contatto con Puente Viejo. Chi l’avrebbe mai detto che sarei tornato nella serie per oltre 1.000 episodi?

Tuttavia, ti svelo che ho interpretato in teatro anche il ruolo di Pedro Mirañar da giovane (il marito di Dolores, lo zio di Onesimo) nell’opera teatrale di Puente Viejo che ha visitato i teatri della Spagna ed è stata replicata per tre mesi a Madrid. Facendo i calcoli, sono stato in totale tre personaggi di Puente Viejo.

Tra le tante trame che hai interpretato, quali sono quelle che ti sono rimaste di più nel cuore?

In primis, le trame dei suoi amori falliti (Elodia, Brunilda…) e soprattutto l’ultima trama d’amore con Antonita (Lucía Caraballo). La loro storia mi è sembrata molto tenera. Mi è dispiaciuto che abbiano annunciato la fine della serie, perché questa trama sarebbe durata davvero molti altri mesi. In ogni caso, amo tutte le trame con la mia famiglia: quella del miele, del meridiano di Greenwich, quella delle elezioni del sindaco, del rugby, del basket. Quando mi sono dovuto nascondere dai tedeschi di Hitler, dentifricio blu, i capelli trinient (blu), Dracula, Ginko, passando per la pozione della memoria, allestire una casa funebre con Paco il Mulino, organizzare concorsi di costumi da bagno, l’accademia di danza e tante altre.

Onesimo certamente aveva molti pregi, ma anche molti difetti. Quali hai amato e quali non hai  proprio sopportato?

Ho amato le sue follie e quelle di suo cugino perché abbiamo riso molto. Abbiamo girato insieme anche scene di grande azione sempre e non solo di “parola”. Come attore, posso dirti che un ruolo come quello di Onesimo è una “caramella”, ma anche una sfida perché non tutti sono disposti a tirar fuori il loro lato idiota.

Quelli che ho odiato di più di Onesimo era il suo essere molto loquace: parlava tantissimo. Ciò mi portava a dover conoscere molto bene il testo per dargli il ritmo della commedia. A volte erano testi molto lunghi e persino in altre lingue: in tedesco, cinese, latino, ecc.

Penso che sia giusto chiederti come hai incontrato tutti i membri del clan Mirañar sul set. Vi sentite ancora tra di voi?

All’inizio è stato difficile per me entrare in una macchina ben rodata come quella di Puente Viejo, che funzionava da sola e ad un ritmo incredibile. Tutti mi hanno sostenuto, dato buoni consigli e soprattutto sono stati la mia famiglia. Ci chiamiamo ancora al telefono e abbiamo un gruppo Whatsapp. Con Hipolito (Selu Nieto) ci vediamo spesso per mangiare insieme. Lo chiamo “cugino” per strada.

A volte abbiamo scherzato su quanto sarebbe bello girare uno spin off sulla famiglia Mirañar. Solo commedia, con episodi di venti minuti. Quindi, se qualche produttore italiano ne avesse il desiderio…

Nel grande finale della telenovela, che noi italiani non abbiamo ancora visto, Onesimo sposerà Antonita. Sei rimasto contento di questo colpo di scena per il tuo personaggio? In effetti, desiderava trovare l’amore da molto tempo…

Ho adorato questo finale per Onesimo dopo così tanto tempo. Quando mi è stato detto che lui e Antonita sarebbero stati una coppia, sono rimasto sorpreso, perché non l’avevo immaginato. Quando ho visto le prime scene mi sono reso conto che erano una coppia che nessuno si aspettava, ma molto carina. Una coppia con uno dei migliori finali a Puente Viejo.

In effetti, voglio pensare che Onesimo e Antonita siano stati fortunati e non siano morti nell’esplosione. Me li immagino felici dopo aver lasciato Puente Viejo. D’altronde, Onesimo è sempre stato fortunato. A causa del Covid, abbiamo dovuto rinunciare a diverse scene da girare con Antonita. È stato tutto molto veloce. Da un giorno all’altro sono apparso con l’anello in mano e ci siamo sposati.

Devo dire che Antonita, ossia Lucia Caraballo, è stata una compagna meravigliosa e sono assolutamente sicuro che, se la serie fosse durata più a lungo, avremmo riso molto con le storie di Onesimo e Antonita.

Ora che la soap è conclusa, dove immagini Onesimo?

Come ti ho detto, immagino che Onesimo viva con Antonita in un’altra città, dopo aver cominciato una nuova vita, insieme a diversi bambini. Per quanto riguarda la vita reale, mi sono già distaccato da Onesimo e lo tengo con grande amore nel mio cuore.

È stato difficile accettare la notizia della chiusura della soap?

È stato difficile perché era come perdere un braccio in una sola volta. Inoltre, non sapevamo se saremmo stati in grado di registrare ciò che mancava. Non c’è stata nessuna festa d’addio. Dopo tre mesi rinchiusi a casa, quando è arrivata l’estate, siamo riusciti a uscire ma, data la pandemia, l’ultima cosa a cui stavo pensando era Puente Viejo. Mentalmente, mi sono detto: Puente Viejo è il passato, devi vivere il presente e la cosa importante ora è la famiglia e la vita.

Per vedere la fine di Puente Viejo, tutti noi attori abbiamo partecipato ad una chiamata su Zoom e l’abbiamo vista insieme. Ci sono state sorprese perché non sapevamo come fosse la fine della serie, dato che non abbiamo registrato tutto…

Parliamo un po’ di te. Quando hai deciso di fare l’attore?

La sensazione di amare il teatro e lo spettacolo era dentro di me fin da quando ero bambino. In ogni caso, ho fatto il vero e proprio salto quando ho fatto un corso di clown con Anton Valen del Cirque du Soleil. Quel corso mi ha cambiato la vita. Inoltre, all’epoca era innamorato di una ragazza che stava anche lei per studiare arte drammatica. Quell’anno avevo una borsa di studio per andare un anno a fare l’assistente di conversazione spagnolo negli Stati Uniti – 24 borse di studio per tutta la Spagna! – e l’ho rifiutata per studiare arte drammatica.

A proposito di lavoro, hai qualche sogno per il tuo futuro? Un attore o un regista con cui vorresti lavorare?

Il mio sogno futuro, in questo momento, è quello di superare la pandemia a livello globale. Spero che ci saranno presto i vaccini per tutti i paesi. Non serve a niente che solo l’Europa o le nazioni più ricche siano vaccinate.

Vorrei anche passare un po’ di tempo a viaggiare in diversi paesi, ma per questo dovrò aspettare. Tornando a noi, vorrei lavorare con Javier Cámara, un attore spagnolo. E vorrei avere l’opportunità di poter girare in italiano e vedere come si lavora in Italia.

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Bene. Ti saluto con un’ultima domanda. Hai qualche hobby o passione in particolare?

Adoro fare fughe nella natura o lanciarmi in qualsiasi tipo di sport o attività che mi faccia uscire di casa. E soprattutto amo “imparare” cose nuove. Mi piace andare a teatro, incontrare persone che mi fanno ridere, viaggiare, conoscere nuove culture e soprattutto nuove ricette.

Di fronte a un computer o a un cellulare non sono felice e non imparo. Penso che ci spaventeremmo se contassimo le ore che perdiamo senza fare nulla davanti al cellulare. In questa vita, crediamo di avere tutto il tempo nel mondo, ma non è così. Il tempo ha più valore del denaro e devi sapere come approfittarne.

Con la collaborazione di Sante Cossentino per MassMedia Comunicazione

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