Una Vita, Tv Soap intervista Agnes Llobet: “Il legame di LAURA con la sorella dà il via a una spirale pericolosa”

LAURA / Una vita
LAURA / Una vita

La stiamo vedendo ormai da diversi mesi nei panni di Laura Alonso, la domestica “doppiogiochista” di Genoveva Salmeron (Clara Garrido) in Una Vita. Un personaggio sicuramente complesso – che si muove per il bene della sorella paralitica Lorenza (Yarea Guillen) – interpretato con maestria da Agnes Llobet, già volto de Il Segreto dove ha interpretato la sfortunata Mencia.


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Noi di Tv Soap abbiamo contattato Agnes per rivolgerle qualche domanda sulla sua esperienza nelle storie di calle Acacias. Ecco cosa ci ha risposto in questa intervista, realizzata con la collaborazione di Sante Cossentino per MassMedia Comunicazione.

Una vita: Tv Soap intervista AGNES LLOBET (Laura Alonso)

Ciao Agnes, benvenuta su Tv Soap. A Una Vita hai interpretato il personaggio di Laura Alonso. Cosa ti è piaciuto di lei?

Laura è un personaggio con molti lati e spigoli da scoprire. È piena di profonde contraddizioni, desideri, bisogni e paure. Costruire questo personaggio a Una Vita è stato un piacere, poiché la sceneggiatura mi ha permesso di rischiare. Ha richiesto molte sfumature per creare l’intero mondo interno del personaggio, al di là delle informazioni scritte sul copione che ogni trama ha.

Il ruolo di Laura mi ha permesso di lavorare nell’ambiguo. Non ho costruito un personaggio bianco o nero. Aveva bisogno di una dimensione ed evoluzione interna, per quanto sia stata mostrata in maniera molto marginale. Sono molto grata per l’opportunità che mi è stata data. Ho lavorato con libertà, creatività e profondità.

Sicuramente, uno degli aspetti fondamentali della vita di Laura è il legame con la sorella paralitica Lorenza. Cosa ne pensi di questo rapporto (che spesso ha fatto sì che Laura prendesse decisioni rischiose)?

Quel legame rappresenta un grande crocevia nella vita di Laura. Quali limiti non può oltrepassare? Fino a che punto può spingersi per proteggere, salvare, non mettere in pericolo e far guarire sua sorella? Sono molto complici e hanno fiducia l’una verso l’altra. È un rapporto molto tenero che spesso dà il via a una spirale pericolosa. Questo sì.

Passiamo ai due antagonisti di Laura: Velasco e Genoveva. Come ti sei trovata a girare con Alejandro Carro e Clara Garrido? E com’è stato realizzare questo tipo di scene?

Lavorare sul rapporto di Laura con i personaggi di Genoveva e Velasco è stato molto interessante, poiché – sebbene siano personaggi antagonisti – sono sempre necessari. Si trasformano in tre pedine su una scacchiera, con le loro strategie. Il movimento dell’altro, per quanto sottile, modifica la strategia del proprio personaggio e bisogna stare attenti a percepirlo (sia nella sceneggiatura che nelle riprese quotidiane con gli attori sul set). È necessario giocare con ogni sfumatura. Per me è molto importante tenermi allenata come attrice ed avere tutti gli strumenti della recitazione pronti: ascolto, immaginazione, lavoro corporeo e emotivo.

Ti sarebbe piaciuta una storia d’amore tra Laura e Felipe? E che rapporto avevi con Marc Parejo?

Marc è un compagno meraviglioso e un attore molto completo e generoso. Nonostante sia nella serie da molti anni, accetta le modifiche del carattere del suo personaggio, quando il lavoro lo richiede, ed è molto disponibile con i nuovi colleghi della serie. Tornando a Laura, quella con Felipe è una relazione a sua misura: non è la classica storia d’amore, ma Laura dopotutto è un mistero ambulante!

Quali sono, dal tuo punto di vista, i punti di forza e di debolezza di Laura?

Laura è forte, costante, molto audace e con una grande capacità di sopravvivenza. A volte non è in grado di valutare bene il pericolo che si assume o le conseguenze etiche che le sue azioni possono comportare, anche se sono motivate da una causa più grande.

In passato hai fatto parte del cast de Il Segreto, dove hai interpretato Mencia. Un breve passaggio: cosa ricordi di quel periodo?

A Il segreto l’inizio delle riprese è stato molto facile, grazie all’accoglienza di tutti gli attori con cui ho condiviso il set e della squadra nel suo insieme. Raggiungere la famiglia La Quinta è stato un immenso piacere, con ognuno di loro. In quella serie sono tornata a lavorare con Aida de la Cruz, un’amica e attrice monumentale, ed è stato un regalo. E infine, lavorare fianco a fianco di Raúl Pena è stata per me una scoperta: mi ha aiutato a godermi sequenza per sequenza, dal gioco all’impegno. I primi giorni di riprese sono sempre nervosi, ma in questo caso hanno contribuito a costruire il personaggio: quella ragazza insicura, un po’ goffa nel trattamento personale, ma che ha tutta la voglia di mostrare il suo volto migliore da professionista.

Passiamo a te come attrice. Quando è iniziata la tua passione per la recitazione?

Quando avevo otto anni hanno aperto una scuola di recitazione vicino a casa. La direttrice era Leona di Marco, regista teatrale italo-americana, arrivata da anni di lavoro con Tenesse Williams presso il suo Fine Arts Center Key West, in Florida. Per più di un anno ho chiesto ai miei genitori di fare teatro e quindi l’arrivo di Leona è stato perfetto. Mi hanno iscritto a scuola e tutto è cominciato da lì.

C’è un attore o regista con cui ti piacerebbe lavorare?

Icíar Bollaín, Daniel Monzón, María Ripoll, Álex de la Iglesia, Mar Coll, Carla Simón… Tantissimi!!!

Ti stai dedicando ad altri progetti in questo periodo?

Ho appena terminato negli ultimi mesi una “residenza drammaturgica”, che mi è stata concessa per scrivere il testo teatrale che ho presentato al Centro di creazione drammaturgica El Tub, a Maiorca. Ora stiamo entrando nella fase di montaggio per presentare il testo finale, Arribar a Orió (Arrivo a Orión). E ho approfittato di questi mesi dedicati alla scrittura per colmare quelle lacune che non dovrebbero mai esserci. Non ho lasciato da parte, insomma, l’aspetto della formazione, frequentando corsi di drammaturgia con Saara Turunen o Sergio Blanco.

Cosa ti piace fare nel tuo tempo libero?

Viaggiare, leggere, andare al cinema, fare sport, escursioni… Andare a scrivere e prendere un caffè al bar!

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